PRIMO MAGGIO A LECCO:
GRUPPETTI SPARSI
PIU’ CHE VERA MANIFESTAZIONE

LECCO – L’unico applauso strappato questa mattina alla manifestazione in piazza Garibaldi per la festa del lavoro, è stato quello per il brigadiere Giuseppe Giangrande, vittima dell’attentato dell’altro giorno mentre prestava servizio a Palazzo Chigi. Quando il segretario provinciale della CGIL Wolfango Pirelli ha nominato il militare del quale rimane incerto lo sviluppo della lesione subita, l’applauso è scattato spontaneo.

1 MAGGIO LC2Una folla di circa duecento persone ha assistito distratta ai discorsi delle autorità e degli ospiti chiamati a dare la propria testimonianza sul palco allestito dai tre sindacati, CGIL, CISL, UIL. Una piccola folla arrivata alla spicciolata intorno alle dieci del mattino. Una piccola folla metà di addetti ai lavori metà di popolazione. Gruppetti sparsi impegnati a discutere, raccontare tra loro, senza ascoltare gli oratori chiamati uno dopo l’altro a parlare al microfono.

Il clima era di disattenzione, di una partecipazione minima. Ad aprire gli interventi Paolo Brivio, direttore della rivista Scarp de Tenis, che molto ha il polso di quanto accade ai margini della società. Dati raccapriccianti d’altra parte sottolineati da don Angelo Cupini, anch’egli chiamato a dare la propria testimonianza: disoccupazione giovanile nella provincia di Lecco al 9, 4% nel 2008 salita al 23 nel 2011, i giovani che non vanno a a scuola e nemmeno lavorano nel 2008 sono 7, 4% nel 2011 il 21. E don Cupini lancia il progetto 7000 Giovani in Panchina, insieme ad altre realtà di solidarietà del territorio. Sul palco anche Virginio Brivio, sindaco di lecco, ben conscio nel suo intervento di quanto valore abbia il lavoro nella dignità umana, e Valerio Colleoni segretario provinciale CISL e i “colleghi” Giuseppe Pellegrino per UIL e Wolfango Pirelli per CGIL.

1 MAGGIO LC 3Pochi sono stati, nonostante la competenza degli oratori, gli spunti nuovi su cui riflettere o comunque capaci di catalizzare l’attenzione della popolazione lavoratrice, e non, presente. Il richiamo alla necessità di liberare almeno parte dei fondi ora incatenati nel patto di stabilità,  come preziosa risorsa con cui fare ripartire l’attività edilizia imprenditoriale, lavorativa in genere messa in evidenza dal primo cittadino Brivio.

Il richiamo alle politiche scellerate degli anni passati, sottolineate dalla CGIL e la necessità di ripartire dal nuovo proprio in un luogo, Lecco, considerata da sempre la capitale del lavoro, la città a disoccupazione zero, come detto da CISL. La denuncia della violenza nei confronti delle donne anche all’interno delle fabbriche sollevata dal Colleoni.

Parole dette sicuramente con grande convinzione e anche con l’intenzione di condividere le sorti dei tanti che attualmente hanno ben poco da festeggiare la festa del lavoro, parole che non sono riuscite a farsi udire con attenzione, non sono arrivate alle orecchie della gente presente, e quindi nemmeno al cuore.

Bianca Bardi

1 maggio lc 4

 

 

 

 

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