2010, QUEI 3 GIORNI SUL TURISMO. DADATI ANCORA CONTRO BOCCI: “CHIUSE IL CENTRO SENZA MOTIVO”

LECCO – A distanza di 4 anni si torna a parlare dei “famosi” tre giorni dedicati al turismo del Lago di Como, evento che fece (e fa tuttora) discutere e del quale fu protagonista insieme alla allora ministra Brambilla, Fabio Dadati. I due adesso sono quasi nemici dentro e fuori Forza Italia, ma l’ex assessore oggi torna sull’argomento con dei ricordi e e qualche rivelazione che faranno certamente parlare.

3 GG TURISMO 2010“Marco Caterisano, presidente di FIPE Lecco, mi offre l’opportunità di spiegare qualche retroscena dell’evento collegato alla Conferenza Nazionale del Turismo del 2010 che si svolse dal 16 al 18 ottobre in piazza Cermenati a Lecco. L’occasione, quindi, era la Conferenza Nazionale sul Turismo che si tenne a Villa Erba a Cernobbio, occasione ghiotta per lo sviluppo del turismo lecchese, perché si trattava dell’appuntamento clou biennale per il settore: centinaia di delegati, rappresentanti dei Governi delle più grandi Nazioni del mondo e grandi operatori. L’idea fu di portare, al termine della prima giornata di lavori, i delegati a Lecco col battello per farli cenare e mostrare che il Lago di Como non è solo Como o Bellagio ma che anche noi possiamo dire la nostra”.

“Il mio obiettivo – sottolinea dadati – era di avere Lecco aperta, una città viva che i delegati avrebbero potuto apprezzare nella sua interezza.

Subito dovemmo prendere atto che a Lecco e dintorni non esiste un luogo dove poter ospitare a cena 500 persone, considerando che il motivo non era la cena ma la presentazione di un territorio sotto il punto di vista turistico. Saremmo dovuti andare a Lario Fiere a Erba, ma allora non avrebbe avuto più senso. Così decidemmo per Piazza Cermenati.

Desidero sottolineare che a tutt’oggi non esiste un luogo che si possa prestare a queste iniziative, anche se ai tempi proposi varie soluzioni da riqualificare, con progetti urbanistici messi a disposizione gratuitamente del Comune da parte dell’Associazione Futuro Italia da me fondata, vedi l’area Linee Lecco – Vigili del Fuoco di Pescarenico.
Comunque, trovai i soldi, ce li diedero le altre Province della Lombardia (50.000 euro) e Como, poi in misura minore la nostra Provincia, il Comune e alcune associazioni di categoria lecchesi. Il fatto eccezionale fu che per un evento di tre giorni a Lecco il costo maggiore non fu sostenuto dal nostro territorio.

I tre giorni furono intensi, il sabato e la domenica con le piazze vive, inventai “Mete e Sapori del Lago di Como” con gli stand della Moto Guzzi, dei produttori agricoli del nostro territorio, i desk degli operatori nella tensostruttura trasparente, ci furono giochi per i ragazzi, convegni, mostre, la presentazione di mondiali di vela Yacthing, espositori, la gara delle Lucie e il fantastico concerto dei Sulutumana con Andrea Vitali la domenica sera.

Sarà un caso, ma da quell’evento i numeri del turismo per tre anni registrarono in Provincia di Lecco ogni anno il record assolto di arrivi e presenze e per la prima volta gli stranieri raggiunsero e superarono gli italiani…

Per la prima volta i ministri del Turismo di Francia, India, Cina, e di molti altri Paesi ammirarono il nostro territorio.

Non vi dico la bellezza del paesaggio all’arrivo nel golfo di Lecco del battello, con la piazza allestita, i ragni sul campanile della Basilica, le nostre montagne, la città di notte, emozionante.

I delegati erano tutti a bocca aperta affacciati alle mura del battello.
Il tempo quella sera ci aiutò.
Fu un successo senza alcun dubbio.

L’unico neo fu causato dal Questore di Lecco che BRAMBILLA CON BOCCIsolo per la prima sera, quella della cena dei delegati, volle chiudere il centro, lo volle chiudere senza motivo se non di garantirsi la tranquillità e fare bella figura con il Ministro Brambilla. Che magari sarebbe potuta diventare utile in futuro.

Quella chiusura fu una vera e propria blindatura, come se fossimo al G8, francamente eccessiva, perché sarebbe bastato mettere una cintura di transenne a soli cinque metri di distanza per il perimetro della tensostruttura e solo per quella sera la chiusura alle auto del tratto di lungolago di fronte a piazza Cermenati, come succede spesso. Io credo che anche per un funzionario dello Stato che ragiona con una logica meritocratica, il problema non è mettersi le spalle ben al coperto.

La chiusura del centro fu utile solo a quello e fu un peccato, perché l’impegno di ognuno di noi è fare del proprio meglio nel suo lavoro, così lo è per le forze dell’ordine che non devono impedire di vivere per garantire la sicurezza, ma esattamente il contrario, garantire la sicurezza a chi lavora e si muove.

DADATI BRAMBILLA E NAVA

Il Questore di allora era Bocci, il Ministro la Brambilla.
Ora a Lecco lui è responsabile della sicurezza per Forza Italia, nominato dalla Brambilla, commissario provinciale dello stesso partito.

Se posso dire a Marco nel suo ruolo di presidente del settore Pubblici Esercizi di Confcommercio Lecco, ha avuto ragione a protestare ed a essere ancora oggi incazzato, lui, Pippo e tutti gli altri esercenti del centro. Quella chiusura fu un’ingiustizia e non permise il successo pieno di un’iniziativa di grande valore.

Io cercai in tutti i modi di far ragionare Bocci, ne discussi sia con la Brambilla, che non volle interessarsi, e con il Prefetto, protestai anche sui media. Ma non ci fu nulla da fare. Peccato, con il centro aperto tutti i lecchesi sarebbero stati diretti partecipi di un evento unico.

 

 

 

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