300 SASSI GIALLI NEL CALDONE.
LABORATORIO A CIELO APERTO
PER STUDI INNOVATIVI DEL POLI

SASSI GIALLI CALDONE3LECCO – Un team di ricercatori e dottorandi del Politecnico di Milano – Polo di Lecco ha posizionato 300 sassi gialli nel letto del torrente Caldone, in via Sant’Egidio a Bonacina. L’intervento dà il via a una nuova fase dell’innovativo progetto avviato ormai quasi due anni. L’obiettivo è la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico.

I sassi rilasciati in acqua infatti contengono un sensore a tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification) che consente il monitoraggio a distanza dello spostamento dei detriti e del materiale solido, causa primaria di esondazioni.

SASSI GIALLI CALDONE GRUPPO

Da sinistra: Grecchi, Papini, Longoni, Bolognini, Rossi e Brivio

A presentare il progetto di ricerca dell’ateneo lecchese presenti il prorettore Manuela Grecchi e le docenti Monica Papini e Laura Longoni. Con loro Enrico Rossi della commissione Ambiente di Fondazione Cariplo che ha finanziato il progetto, il sindaco Virginio Brivio e l’assessore Gaia Bolognini.

sassi giall caldone“La città di Lecco e il Caldone si confermano un grande laboratorio sul campo che ben si presta a sperimentazioni di questo tipo – ha spiegato Gaia Bolognini – Il Comune si è sempre reso disponibile a collaborare per rendere operativi e concreti progetti come questo”. “Il progetto non è solo di ricerca, ma ha un alto valore di formazione – ha sottolineato Manuela Grecchi – Avere un laboratorio sul campo è importante per i nostri studenti e ricercatori per verificare nel concreto i modelli elaborati”. Progetto che è stato reso possibile grazie a un bando di Fondazione Cariplo e a un finanziamento di 190.00 euro. “Abbiamo scelto di sposare l’iniziativa perché unisce due aspetti che sono alla base dell’attività della fondazione: l’interesse per l’ambiente e l’analisi delle criticità – ha commentato Enrico Rossi – I risultati possono essere trasposti con successo in molti altri settori.”

SASSI GIALLI CALDONE DOCENTIIn caso di eventi atmosferici alluvionali la conoscenza dello spostamento dei materiali solidi e dei sedimenti nel letto del torrente è l’elemento fondamentale per la pianificazione di interventi per il controllo e la prevenzione delle situazioni di rischio. “Mentre il monitoraggio del flusso d’acqua è più facile perché in stretto rapporto con la frequenza e l’intensità delle precipitazioni, i sassi gialli forniscono un supporto fondamentale per tenere sotto controllo il trasporto solido di materiali che si depositano sul fondo del fiume e sono responsabili delle esondazioni – ha spiegato la professoressa Papini – Personalmente ho scelto di aderire a questo progetto perché sono originaria di Lecco e conosco le criticità della città. In particolare via Carlo Porta è spesso interessata dai problemi legati all’esondazione del torrente. Il Caldone rappresenta per la nostra Università un importante laboratorio sul campo e a settembre verrà attivato il nuovo corso di laurea in ingegneria civile per la mitigazione dei rischi, di cui sarò responsabile, che permetterà ai ragazzi di venire qui per affrontare lezioni pratiche sul campo e non solo in aula.”

La docente Laura Longoni ha illustrato come funzionano le rilevazioni del movimento dei sedimenti. “Gli studi si basano su modelli matematici che devono essere tarati e validati sul campo per poter essere poi esportati e riprodotti in altre aree geografiche interessati da fenomeni e criticità simili. Penso per esempio alla Liguria. Gli spostamenti dei sassi gialli vengono monitorati al verificarsi di ogni evento atmosferico. È prevista anche una rilevazione volumetrica della quantità di materiale trasportato che viene effettuata all’interno di vasche di sedimentazione che fanno da argine, permettendo la raccolta dei detriti”.

SASSI GIALLI CALDONE2Monica Papini ha voluto sottolineare che con il Comune di Lecco c’è sempre stato un forte rapporto di collaborazione. Questa intesa tra ateneo e enti territoriali non è così scontata e costituisce una pratica positiva che può essere esportata sugli altri campus del Politecnico. Il team al lavoro sul progetto è composto attualmente da geologi, ingegneri idraulici, topografi, matematici, statistici. Ciò lo rende anche un ottimo esempio di interdisciplinarità. Alcuni dottorandi del Polo di Lecco hanno presentato un modello del progetto a convegni scientifici tra i più importanti del settore, come recentemente avvenuto a Vienna, raccogliendo giudizi positivi per l’innovazione e l’ambiziosità della sfida raccolta. L’auspicio è di riuscire a riapplicarlo in contesti molto diversi da quello lecchese in cui è nato.

F.R.

 

 

 

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