TRENTO – Il Lecco torna da Trento con un punto prezioso, strappato in extremis grazie al colpo di Marrone al 95’, dopo una gara sofferta in cui i padroni di casa hanno creato le occasioni migliori e colpito anche una traversa con Fossati nel finale di primo tempo.
Mister Federico Valente, alla seconda vita bluceleste e chiamato a guidare una squadra ancora alla ricerca di certezze, ha sottolineato come l’atteggiamento troppo prudente della prima ora, senza punte di ruolo in campo, abbia finito per favorire l’iniziativa di un Trento che ha imposto ritmo e intensità per lunghi tratti. L’allenatore ha spiegato che la scelta iniziale di rinunciare a un centravanti vero era legata alla necessità di dare equilibrio e copertura contro un avversario in forma, ma ha riconosciuto che la svolta è arrivata solo con l’ingresso di Parker e dei cambi offensivi nella ripresa. Valente ha rimarcato il carattere del gruppo, capace di rimanere in partita nonostante il gol incassato all’83’ su sviluppo di corner e di crederci fino all’ultima palla, trasformando una sconfitta quasi certa in un pareggio che pesa sul morale.
Nel suo bilancio, il tecnico ha parlato di “partita sporca”, nella quale il Lecco ha dovuto accettare di soffrire, affidandosi a compattezza e sacrificio collettivo davanti a un Trento che ha tenuto il controllo del gioco, trovando spesso la conclusione ma sbattendo più volte su Furlan e sulla linea difensiva. Ha insistito sul fatto che, per uscire dalla parte bassa della classifica, servirà continuità nelle prestazioni e la capacità di unire la solidità mostrata al Briamasco a una maggiore pericolosità negli ultimi metri, soprattutto quando la squadra potrà contare dall’inizio sui propri attaccanti di ruolo. Valente ha inoltre richiamato il gruppo alla lucidità nei dettagli, dai piazzati difensivi – già costati caro nel finale – alla gestione delle ripartenze, dove qualche scelta sbagliata ha impedito di sfruttare meglio i pochi spazi concessi dal Trento.
Nel dopo gara Davide Furlan ha riconosciuto la sofferenza vissuta dalla squadra, parlando di punto “guadagnato con il cuore” contro un avversario che ha spesso costretto i blucelesti nella propria metà campo ma non è riuscito a chiudere i conti. L’estremo difensore ha elogiato lo spirito dei compagni, sottolineando come, dopo l’1-0 di Candelari all’83’, nessuno abbia abbassato la testa e tutti abbiano continuato a spingere fino al gol di Marrone in pieno recupero.
Furlan ha infine spiegato che prestazioni come quella di Trento devono rappresentare un riferimento sul piano della cattiveria agonistica e dell’attenzione difensiva, in attesa di ritrovare continuità anche in fase offensiva nelle prossime uscite.
RedSpo
