CHIUSO, MA NON SOLO.
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO:
PARLA L’ASSESSORE RIZZOLINO

Salvatore Rizzolino assessore

LECCO – Dopo le grandi proteste di questi giorni per la possibile cancellazione della scuola di Chiuso e il trasferimento dei bambini, abbiamo voluto vederci più chiaro, parlando direttamente con l’assessore comunale all’Istruzione Salvatore Rizzolino.

“La questione è politica,perché s’inserisce nel piano del nuovo dimensionamento del sistema scolastico della città di Lecco, come segnalato all’interno del programma elettorale, aspetto che ho segnalato alle scuole, e che questa maggioranza ha inserito nelle linee di mandato 2015-2020. La ricerca di un nuovo dimensionamento della rete scolastica cittadina prende il via da motivazioni rintracciabili nel corso degli ultimi 30 anni. La città cambiata e con essa i cittadini”.

“Possiamo trovare le motivazioni in tre fenomeni – precisa Rizzolino -, tutti legati tra loro e interdipendenti uno con l’altro. In primo luogo la crisi economica degli ultimi anni, è innestata sulla crisi petrolifera del 1973, che ha portato a una diminuzione della popolazione, quindi ad un calo demografico e di conseguenza un invecchiamento. Il secondo fenomeno, che si lega al primo, è il decremento delle nascite, che ha subito negli ultimi anni un crollo impressionante: i bambini negli ultimi 10 anni sono calati di 100 unità, 60 delle quali perse nell’ultimo quinquennio. Il terzo fenomeno è anch’esso legato ad un lungo periodo, ed è il passaggio da città industriale a città dei servizi, il che ha fatto si che fossero costruiti tanti palazzi residenziali nella parte più bassa della città che hanno portato uno svuotamento sensibile dei rioni. Mentre avvenivano questi tre fenomeni la rete scolastica è rimasta la stessa, motivo per il quale la stessa rete va adeguata alle nuove esigenze dettate dai fenomeni sopra citati. Il problema è farsi un’idea complessiva sulla riorganizzazione dei plessi, per arrivare a fare dei ragionamenti e delle verifiche per proporre alla maggioranza e agli organi competenti un’idea concreta. Nel momento in cui si arriverà a un’ipotesi concreta, questa sarà il frutto di tutta una serie di passaggi, e dovrebbe essere il più possibile condivisa”.

A. G.

 

 

 

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