OLGINATE/LEGAMBIENTE CONTRO
IL TAGLIO DEI CEDRI SECOLARI.
“SCELTA POCO LUNGIMIRANTE”

OLGINATE – Abbiamo seguito con preoccupazione il nuovo capitolo sulla gestione del verde urbano locale legata questa volta al comune di Olginate che prevede l’abbattimento di 6 esemplari di Cedrus deodora (Cedro dell’Himalaya) di circa 120 anni di età nel giardino dell’ex municipio.

Ci aspettavamo che durante l’assemblea pubblica del 24 febbraio che, per l’emergenza Coronavirus si è tenuta in forma di commissione consiliare, si sarebbe data evidenza degli esiti delle perizie effettuate: il Dott. Agronomo Galbusera che ha condotto il censimento del patrimonio di verde urbano per il Comune di Olginate ha affermato invece che il motivo dell’abbattimento è legato alla “possibile” minaccia alla sicurezza. È stato detto che i cedri sono stati piantati erroneamente con uno spazio ridotto, che sono a ridosso della recinzione e della strada e per questo non hanno grande futuro. Inoltre rappresentano un pericolo perché in occasione di eventi climatici estremi potrebbe verificarsi la caduta di rami dalle folte chiome, che escono sulla strada.

Avremmo potuto anche condividere la preoccupazione dell’Amministrazione se lo stato di salute delle piante e quindi il grado di pericolo che esse rappresentano, fosse stato verificato con strumentazione adeguata, e avesse evidenziato problemi strutturali dati da carie del legno e marciumi che rendevano precaria la stabilità degli alberi. Invece la decisione si è basata su una valutazione a vista da terra e su un principio di precauzione che in questo caso ci sembra paradossale.

È chiaro che la sicurezza in ambito urbano è un fattore di primaria importanza, ma se l’unica misura di gestione per garantirla fosse l’abbattimento degli esemplari più pregiati, alti e prossimi alle strade, forse non sarebbe nemmeno necessario avvalersi di consulenze agronomiche specialistiche, basterebbe azzerare il patrimonio esistente e procedere alla piantumazione di alberi di piccole dimensioni posti esclusivamente nel centro di aree verdi tenute a prato.

Un’azione di cura e manutenzione, un alleggerimento della chioma per esempio, volta ad eliminare branche secche e a ridurre la forza d’impatto dei venti, avrebbe probabilmente potuto garantire la necessaria sicurezza senza dover ricorrere al taglio.

Ricordiamo che le specie di Cedro, tra cui C. deodara, sono note per la loro longevità, che può arrivare tranquillamente a 300 anni e oltre e quindi la loro età non rappresenta una fase di vecchiaia ma di piena vitalità, e anzi il loro mantenimento potrà portare tra qualche anno a vederli riconosciuti come piante monumentali.

Fino a prova contraria si tratta di esemplari sani, belli, imponenti e storici che potrebbero continuare a vivere ancora per lungo tempo, come hanno fatto fino ad ora, nonostante le recinzioni, gli spazi ridotti e la presenza della strada.

Siamo contenti che l’Amministrazione abbia condotto il censimento e che abbia intenzione di effettuare nuove piantumazioni, ma riteniamo fondamentale che, in seno alla predisposizione di un Piano per la Gestione del Verde, di cui ogni Comune dovrebbe dotarsi al più presto, si rifletta sulla gestione sostenibile delle risorse, valorizzando il patrimonio esistente e al tempo stesso incrementarlo in ragione delle molteplici funzioni che esso svolge in ambito urbano soprattutto nel caso di grandi piante: assorbimento di anidride carbonica (CO2) e produzione di ossigeno (O2), azione di filtro per le polveri sottili (pm10) e per i gas emessi dal traffico veicolare, assorbimento dei rumori riducendo l’inquinamento acustico, produzione di ombra mitigando il clima sia a livello urbano che globale, formano degli ambienti ricchi di esseri viventi che spaziano dagli uccelli, ai piccoli animali e ai microrganismi, ognuno dei quali ha la propria importanza per l’ecosistema.

Scegliere di abbattere i 6 Cedri è la strada più breve, ma meno lungimirante che la nostra associazione, assieme a molti cittadini, non condivide.

È anche una scelta altamente diseducativa. Il modo di procedere dell’amministrazione comunale potrebbe essere seguito anche dai privati che hanno alberi di valore prospicienti le strade e anche loro, anziché affrontare i costi degli interventi di una costante manutenzione, potrebbero optare per il taglio, comunque non meno dispendioso.

Consapevoli di non poter fare nulla ormai per impedire l’abbattimento che si sta eseguendo proprio mentre scriviamo, ci sembra necessario avviare una riflessione su questa paura dilagante che si sta diffondendo tra le amministrazioni comunali della Provincia di Lecco e che sta portando all’impoverimento del patrimonio arboreo.

Legambiente Lecco

 

 

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