ARCHITETTI: TORREGROSSA
ANCORA PRESIDENTE.
RIGETTATE LE SUE DIMISSIONI

LECCO – Liberati i cassetti, riempiti i classici scatoloni per lasciare l’incarico a sei mesi dalla sua conclusione naturale, Giulia Torregrossa presidente dimissionario dell’Ordine degli Architetti si è trovata di fronte un consiglio che non l’ha lasciata andare. E se l’è tenuta ben stretta.

Ieri l’organo direttivo l’ha di nuovo confermata presidente fino al prossimo giugno, quando l’incarico terminerà senza la possibilità di rinnovo per la seconda volta, come previsto dalle norme interne.

Archiviata la parentesi elettorale, a Torregrossa è stato riconosciuto l’aver promosso un Ordine vicino agli iscritti. Gli architetti sono tornati a frequentare l’associazione perché qui hanno trovato stimoli e risposte per la loro professione.

Con un po’ di temerarietà Giulia Torregrossa, infatti, aveva accettato la proposta di diventare assessore tecnico nella giunta del centrodestra lecchese qualora fosse uscito vincente dall’elezioni amministrative. Di conseguenza si era dimessa da presidente, azione non dovuta perché non era direttamente candidata in alcuna delle liste in corsa per la poltrona del sindaco.

Il passo verso l’assessorato era emerso ormai a fine campagna elettorale. “Quando Peppino Ciresa mi ha chiamata mi è sembrato il riconoscimento di una categoria, quella degli architetti, che si sta interrogando sul futuro delle città, sulla smart city ad esempio. Anche in questi momenti difficili di gestione del Covid siamo spesso in prima linea per offrire soluzioni urbanistiche in grado di rispondere alle esigenze non solo di prospettiva ma pure contingenti.”

Non si è posta la questione che ciò rappresentasse comunque un apparentamento politico, una scelta di campo? “Ma quale scelta, è il centrodestra che con lungimiranza si è presentato, dopo aver visto quello che avevamo realizzato. Per una volta una città piccola come Lecco si è mossa nella direzione della meritocrazia. Hanno cercato me come rappresentante dei progettisti, dando un forte riconoscimento al ruolo degli architetti, tutti, nella pianificazione dei diversi modi di vivere nella città in cambiamento.

Per sua stessa definizione, l’azione dell’architetto, infatti, condiziona il vissuto per gli anni a venire. Per questo all’Ordine, soprattutto in occasione del 25° della fondazione, qui a Lecco ha avviato una riflessione ampia che ha coinvolto tutta la cittadinanza a partire dai bambini. Ci siamo mossi nella direzione della progettazione partecipata, chiamando professionisti di tutto rilievo che hanno portato testimonianze su come si ascolti il respiro di un territorio e si agisca il cambiamento necessario. Ho interpretato l’offerta come un premio ai nostri sforzi. Una posizione tecnica”.

Infatti a Lecco si sono visti architetti di fama internazionale tra i quali Alessandro Melis, curatore padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia e promotore di un gruppo di ricerca internazionale che cerca soluzioni costruttive non convenzionali, l’archistar Patricia Viel e personaggi come l’avvocato Carla Broccardo, esponente dell’Associazione Futuristi Italiani.

Così il consiglio dell’Ordine chiamato a decidere se confermare o meno le dimissioni della propria presidente le ha chiesto di terminare il mandato per continuare a lavorare nel percorso intrapreso di vivacità corale, in cui molti hanno potuto esprimere la propria visione.

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