AREE PER CANI, AD ESSER ‘FEROCI’ (CON L’ASSESSORE E TRA DI LORO)
I FREQUENTATORI DEI PARCHI

incontro venturini su cani_luglio2017_2LECCO – In un clima davvero rovente, e non per le calde temperature di questi giorni, ha preso avvio l’incontro sul tema delle aree per i cani dell’assessore all’Ambiente del comune di Lecco Ezio Venturini, accolto al centro sociale di Germanedo da una trentina di persone letteralmente inferocite, che già prima dell’arrivo dei rappresentanti dell’amministrazione locale litigavano tra loro: proprietari dei cani da un lato e persone senza cani dall’altro.

Rappresentati in sala tutti i frequentatori – sia con cani sia senza cani – degli otto parchi lecchesi, che oltre a un po’ di innegabile polemica hanno messo sul piatto all’assessore, alla consigliera Dem Elena Villa e al dirigente dell’Ufficio Uda Angelo Ricchetti gli elementi critici della situazione “parchi”. Il più attenzionato è sicuramente il frequentatissimo parco di via Monsignor Polvara rispetto al quale gli abitanti dei condomini attorno lamentano il mancato rispetto dell’orario di utilizzo, i mosconi, il cattivo odore, l’abbaiare dei cani, e chiedono, oltre al rispetto delle regole una maggior frequenza nel ritiro dei sacchetti per gli escrementi e più pulizia dei vialetti.

VIDEO/LE PROTESTE NELLA SALA DI GERMANEDO:

incontro venturini su cani_luglio2017Oltre che legittime proteste anche delle proposte costruttive: una ragazza proprietaria di un cane chiede un’area più grande divisa in due e reti più alte, “i cani abbaierebbero meno perché sarebbero divisi”; un altro abitante del quartiere propone di “spostare l’area cani di quel parco alla via Cimabue: lì non c’è l’accerchiamento delle case e la zona è più areata, inoltre è già utilizzata per lo ‘sgambamento’ dei cani in alcune ore del giorno”.

Anche negli altri giardini della città i problemi sono gli stessi: in via Adamello andrebbe sistemata la recinzione, nel parco di villa Eremo viene abbondonata spazzatura di ogni genere e lo spazio per i cani è piccolissimo, a Olate gruppi di ragazzi “invadono il parco con bici e moto, lasciando mozziconi e cartacce. Econord – spiega un cittadino – viene solo a cambiare i sacchetti mentre sarebbero tenuti a spazzare anche i vialetti”. Ovunque è richiesto più spazio, più manutenzione, più pulizia, più cestini e più sacchetti e più controllo “con qualche vigile di quartiere che facesse da deterrenti per i maleducati”. Temi su cui concordano anche le associazioni ambientaliste intervenute Freccia45 e Pro parco animali.

La situazione è sicuramente tesa, con gli abitanti (senza cani) dei quartieri esasperati dalla maleducazione di alcuni da un lato e dall’altro i proprietari dei cani stanchi delle minacce, degli insulti e dei bocconi avvelenati. La mediazione proposta da Venturini è stata quella di creare, in collaborazione con le associazioni, dei comitati per ogni parco che si interfaccino con gli uffici comunali per far fronte alle esigenze più immediate e segnalare poi al consiglio comunale gli interventi più strutturati da intraprendere.

Manuela Valsecchi

 

 

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