AREE VASTE: PER NAVA SOLUZIONE LECCO/COMO/MONZA. “SOLO 29
GLI ESUBERI DELLA PROVINCIA”

Laree-vaste-nava-e-cECCO – Incontro a Palazzo Falck per un “tavolo di confronto” sulle Aree vaste organizzato da Lombardia Popolare. In margine, il sottosegretario regionale Daniele Nava ha annunciato che “Si è raggiunto l’obiettivo di ricollocamento del personale della provincia. Solo 29 persone degli esuberi non hanno ancora trovato collocazione. Si ritiene che nelle prossime settimane si riesca a raggiungere il 100℅ del ricollocamento”.

Al centro dell’incontro i confini della famose aree vaste. “Il tema è stato affrontato in anticipo da Regione Lombardia – ha detto Nava – a causa della complessità territoriale e del ruolo trainante che la regione ha rispetto alle altre regioni. I confini non possono prescindere dalle caratteristiche che avranno le aree vaste. Alternative: Lecco/Como oppure Lecco/Monza. L’analisi deve riguardare la distanza (20 minuti tra Lecco e Monza, molto di più tra Lecco e Como o Varese. La soluzione vincente – ha aggiunto l’ex presidente della Provincia – potrebbe essere Lecco/Como/Monza. In Italia il riordino dei enti locali è indispensabile, nell’ambito di una riforma più ampia che interessi anche le camere di commercio, le associazioni di categoria, i Comuni, le Comunità montane, le regioni, eccetera”.

Quanto al referendum costituzionale, Nava ha dichiarato che “Se molti di noi non abitassero in Lombardia, questo referendum sarebbe probabilmente da votare. Essendo un amministratore della Lombardia, posso affermare che non è la stessa cosa perché si depotenzierebbero strutture della Lombardia perfettamente funzionanti e non organi che hanno creato buchi”.

aree-vaste-nava-e-piazzaIl consigliere regionale Mauro Piazza, dopo i ringraziamenti agli intervenuti, ha spiegato che “Preso atto della esigenze degli enti territoriali attraverso un tavolo di rappresentanza, l’indicazione che è emersa è stata che le caratteristiche e l’unitarietà dei territori della provincia di Lecco deve essere preservata. Si è parlato dei territori che devono confluire in queste aree omogenee che, nella nostra zona sono ben delineate anche dai confini territoriali. Si è parlato della fusione dei comuni e delle gestioni associate. Si è anche parlato degli accorpamenti territoriali per capire qual è il tipo di aggregazione, specie per un territorio come il nostro che, in ottica di riordino, deve necessariamente trovare qualcuno con cui unirsi. Su questa questione – ha detto dice Piazza – bisogna essere molto ancorati alla realtà. Il documento redatto spiega che l’aggregazione migliore sarebbe tra Como, Lecco e Monza. Interessante dal punto di vista dei numeri, da quello territoriale ed economico. È stata inserita anche una clausola di salvaguardia, per cui se questa ipotesi non può andare in porto, dobbiamo scongiurare l’ipotesi che ci vedrebbe in un contenitore territoriale molto ampio in cui Lecco si troverebbe molto periferica. Piuttosto che questa prospettiva, sarebbe meglio andare solo con Monza”.

“La provincia di Monza – ha aggiunto Piazza – dice che l’optimum sarebbe non entrare nell’area metropolitana, ma che l’orientamento sarebbe verso Lecco. La camera di commercio di Monza ha scelto invece di andare con la camera di commercio di Milano. Questa scelta ha creato molta destabilizzazione tra gli imprenditori facenti capo alla camera monzese. La provincia di Como, invece, condivide molte delle nostre idee sulla riunione del lago, ma estendendosi fino a Varese. La cosa è vera per i comaschi ma non per i lecchesi. L’obiettivo è l’aggregazione con aree simili con problematiche simili, cercando di mantenere una certa centralità nella distribuzione delle risorse. È opportuno che che, nel gioco delle aggregazioni non si può prescindere da queste considerazioni”.

Per Gianni Menicatti, ricercatore gruppo Clas Spa, “La provincia di Monza e di Varese contano 900.000 abitanti, quella di Como 600.000 quella di Lecco 350.000. Lecco, Como, Varese si posizionerebbe al 6° posto in Italia, l’ipotesi Lecco/Como al 21°. Per l’export (valore assoluto) saremmo nel primo caso al 4° posto, Lecco Monza al decimo. Il senso è che in entrambi i casi di aggregazione avremmo un ottimo posizionamento, specie andando con Monza. Stesso discorso anche a livello occupazionale. Nella top ten sono sempre presenti molte realtà lombarde a suffragare l’ipotesi di Nava del ruolo trainante dell’economia. Il turismo è in controtendenza, collocando al 57° posto Lecco/Monza e al 24° Lecco/Como/Sondrio. Dal punto di vista del patrimonio della famiglie saremmo al quarto posto con Lecco/Como/Monza e nel caso di Lecco/Monza al 7°. Per il valore aggiunto che il sistema culturale produce, con Como e Varese saremmo al quarto posto. Ottima posizione anche per gli operatori del no profit.  La combinazione di Lecco con Como e Monza avrebbe una collocazione decisamente ottima, quasi sempre nella top ten degli indici analizzati”.

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