BIKE SHARING, IDEA-VENTURINI: “FINANZIARLO CON L’ECOPASS”

LECCO – Il capogruppo dell’IDV a Palazzo Bovara Ezio Venturini rilancia la sua proposta di introduzione di un “Ecopass” sul modello milanese pure a Lecco. E lo fa abbinandola ad una questione aperta, sempre cittadina: il bike sharing. Progetto definito “ottimo” ma ancora non decollato definitivamente. Ecco allora l’idea di finanziare le bici “comunali” appunto coi proventi di un Ecopass.

Di seguito il progetto di Venturini:

“L’idea del bike sharing  a Lecco è stata un idea  ottima , ma forse prematura , troppo imprudente per una città non ancora predisposta viabilmente a questa novità , intendendo con ciò , un possibile , importante ed immediato allargamento della zona  ZTL  con l’introduzione  magari  di un Ecopass . Un inversione di mentalità che avrebbe dovuto maturare i questi anni mettendo a disposizione mezzi e strutture partendo dalla privata bicicletta che qualcuno potrebbe avere per arrivare come soluzione finale all’ inserimento del  bike Sharing .Non è sicuramente una novità o uno scoop giornalistico affermare che qualche soldino l’abbiamo effettivamente speso e che il ritorno sia stato quasi nullo e non è sicuramente criticata l’idea del Bike sharing a Lecco , anche se come semplice provocazione ho alcune volte  esorbitato per metter  in luce problemi che penso sia doveroso occuparcene  come per il canile di Lecco , basterebbe però ora fermarci  e riflettere . Pensare e considerare che l’investimento fatto non debba  procedere a babbo morto , ma debba acquistare importanza non solo come meravigliosa idea lasciata nostalgicamente come un sogno di una città che abbiamo sempre bramato di avere , ma concretizzare con azioni e scelte  coraggiose e decise , ma molto importante,  immediate. Estendere la zona ZTL , introdurre un Ecopass i cui proventi potrebbero essere messi a disposizione per finanziare  il Bike Sharing  non sarebbe poi male per incominciare . È risaputo  infatti che  i ricavi provenienti dagli utenti quasi mai coprono i costi di gestione e di investimento, pertanto sarebbero necessari finanziamenti supplementari. A Parigi ad esempio  il servizio di bike sharing é offerto dal sistema Vélib, di proprietá della JCDecaux SA, societá privata specializzata nella pubblicitá ”outodoor” (cartellonistica). Il meccanismo è semplice: l’azienda si sobbarca i costi di gestione della rete di bike sharing, in cambio della concessione di spazi pubblicitari da parte del Comune di Parigi. Londra, hanno invece scovato metodi alternativi, affidando, per esempio, la gestione delle biciclette a banche come la Barclays, che ne ricavano un enorme ritorno in campo d’immagine. Insomma un inversione di mentalità , per arrivare  a quell’obiettivo sicuramente ambizioso tendente a ridurre l’inquinamento ,il traffico e rendere così il centro e la città più a misura d’uomo. Una scelta coraggiosa,  ma obbligata se vogliamo veramente cambiare la nostra città, è logico come si dice” non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”o meglio, volere tutto senza rinunciare a nulla. Non basta riempirsi la bocca con il Bike Sharing con  inutili calcoli iperbolici di costi e ricavi o comparare il servizio ad altre città  e fossilizzarci come risultato finale compiacendoci per la scelta fatta , ci vogliono idee  per fare funzionare concretamente il tutto e naturalmente bisogna attuarle”.

Ezio Venturini
Capogruppo Consigliare Italia dei Valori

 

 

Pubblicato in: Città, Economia, News

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