LECCO – Una conferenza stampa dai toni fermi ma non pregiudiziali: così due consiglieri comunali Corrado Valsecchi e Lorella Cesana hanno scelto di rendere pubbliche le criticità che, a loro giudizio, gravano sul progetto di riqualificazione del centro sportivo del Bione. Un incontro convocato per “mettere in fila i dubbi”, chiedere trasparenza e invitare l’amministrazione a una valutazione più prudente prima di assumere decisioni che potrebbero impegnare la città per decenni.
“Non possiamo divulgare gli atti riservati, ma le criticità sono evidenti”. I consiglieri hanno spiegato di aver analizzato il progetto con l’aiuto di professionisti esterni, sia sul piano tecnico-sportivo sia su quello economico-finanziario. Pur non potendo diffondere documenti ancora coperti da riservatezza, hanno illustrato i principali punti critici emersi.
Tra questi:
– assenza di interventi chiari sugli impianti esistenti, inclusi palazzetto e piscina attuale;
– nessuna previsione per la pista di atletica, oggi in condizioni insufficienti e centrale per i Master Games;
– parcheggi e viabilità non risolti;
– incertezza sul destino delle aree demaniali e delle strutture non incluse nel progetto.
“Non sappiamo cosa accadrà a ciò che già esiste. E questo è un problema serio per la città”, hanno dichiarato. Il nodo economico: “Così non è un vero partenariato pubblico-privato”.
La parte più delicata riguarda la struttura finanziaria dell’intervento. Secondo i consiglieri, il progetto presentato non rispetterebbe i criteri fondamentali del PPP:
– il privato investirebbe meno del 10% del totale;
– il rischio operativo ricadrebbe quasi interamente sul Comune;
– la gestione futura non sarebbe accompagnata da garanzie adeguate.
“Un PPP funziona solo se il privato investe davvero e si assume il rischio. Qui accade il contrario”, hanno spiegato, citando anche esempi nazionali in cui modelli simili hanno generato contenziosi e costi imprevisti per gli enti pubblici. Solidità del proponente e accesso agli atti: “Risposte che non arrivano”. I consiglieri hanno dichiarato di aver analizzato la composizione societaria del soggetto proponente, ma di attendere ancora informazioni ufficiali sulla sua capacità finanziaria.
Hanno inoltre denunciato:
– istanze di accesso agli atti rimaste inevase,
– informazioni circolate sulla stampa prima di essere fornite ai consiglieri,
– un quadro decisionale che procede “con troppe zone d’ombra”.
“Non stiamo accusando nessuno, ma chiediamo che prima di impegnare milioni di euro si verifichi tutto con la massima attenzione”.
Alternative ignorate: “Perché non valutare un intervento diretto del Comune?”
Durante la conferenza stampa è stato ricordato che in passato erano arrivate proposte più solide, come quella di Acinque, che prevedeva un investimento quasi totalmente privato.
I consiglieri hanno inoltre sottolineato:
– l’esistenza di un’area alternativa per la nuova piscina, oggi non considerata nonostante i ricorsi pendenti sull’area attuale;
– la possibilità che il Comune realizzi direttamente l’opera, ricorrendo a finanziamenti bancari, come già avvenuto in altri Comuni italiani.
“Non capiamo perché alcune soluzioni siano state scartate senza un confronto pubblico. La prudenza è un dovere, non un ostacolo”. L’appello finale: “Il Bione è dei cittadini, non si può sbagliare”.
La conferenza si è chiusa con un invito chiaro all’amministrazione:
– valutare tutte le alternative;
– garantire trasparenza totale;
– coinvolgere esperti indipendenti;
– tutelare l’interesse pubblico prima di assumere impegni irreversibili.
“Il Bione è pagato dai contribuenti. Merita un progetto solido, sostenibile e davvero utile alla comunità”, hanno concluso.
C.A.M.
