BOTTE, MINACCE, LESIONI…
A LECCO OLTRE 300 EPISODI
DI VIOLENZA SULLE DONNE

violenzaLECCO – In occasione dell’8 marzo, la polizia di stato rinnova la sua campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere, “Questo non è amore”, lo slogan. L’obiettivo è quello di favorire l’emersione del fenomeno, agevolando un contatto con le potenziali vittime, offrendo loro il supporto di un’equipe di operatori specializzati, prevalentemente di sesso femminile.

La flessione negli ultimi due anni dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione: non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma perché l’esperienza di polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia. Un quotidiano fatto di attenzioni morbose, di comportamenti aggressivi e intimidatori che vengono letti come espressione di un amore appassionato e di una gelosia innocua, anche da amici e familiari, ma che spesso è il triste copione di un crescendo di violenza che si alimenta con l’isolamento.
Ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.

Questi più in dettaglio i dati di tutte le forze di polizia, dal 2014 al 2016:
– gli omicidi di donne in ambito familiare sono stati 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016;
– gli atti persecutori (circa il 76% nei confronti delle donne) 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016;
– i maltrattamenti in famiglia (circa l’81% nei confronti delle donne) 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016;
– le percosse (circa il 46% ai danni di femmine) 15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016;
– le violenze sessuali (oltre il 90% contro delle donne) 4257 nel 2014, 4000 nel 2015, 3759 nel 2016.

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Per quanto riguarda i reati con vittime femminili nella provincia di Lecco nel 2016, le forze di polizia  hanno riscontrato 37 casi di percosse, 160 di minacce, 31 maltrattamenti in famiglia, 15 violenze sessuali, 74 lesioni dolose. Sono stati denunciati per atti persecutori 29 uomini. I provvedimenti di ammonimento del questore sono stati 3.

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione. Una battaglia in cui la polizia di stato è impegnata, non solo nel contribuire – attraverso l’informazione – al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare il prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.
In questa prospettiva si muove l’adozione, a partire dall’inizio dell’anno, del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.

 

 

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