LECCO – Mentre la Calcio Lecco oggi si stringe nel cordoglio e nel dolore al responsabile del Settore Giovanile Paolo Pennati per la scomparsa del papà Angelo, ieri le prime parole dell’allenatore bluceleste dopo la vittoria per 1-0 sul campo dell’AlbinoLeffe sono state dedicate al tifoso caduto dalla balaustra a 10′ dalla fine: “Siamo tutti con lui e ci auguriamo che torni presto a sostenerci”, dice Federico Valente. Il tifoso oggi sta bene. È stato infatti dimesso dall’ospedale dopo aver trascorso la notte in osservazione al Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Nessuna grave conseguenza per lui quindi.
Riguardo la gara, Valente la divide in due tempi ben distinti. La prima frazione è stata di chiaro dominio dell’AlbinoLeffe, con il Lecco costretto a difendersi intensamente, tanto che i quinti hanno spesso avuto il compito di contenere vicino alla propria area. “Abbiamo dovuto respingere più volte sulla linea, poi c’è stato l’intervento nostro o del portiere a salvarci” ha spiegato l’allenatore. Nella ripresa, con alcuni cambi e un modulo rivisitato, la squadra ha cambiato marcia e volto: “Abbiamo invertito i quinti, migliorando l’intensità e conquistando meritatamente i tre punti”.
Il tecnico ha voluto sottolineare la capacità di reazione dei suoi ragazzi in corso d’opera: “Non è facile cambiare così in partita, ma la squadra ha risposto molto bene”. Valente si è poi soffermato sull’episodio del rigore negato, spiegando come fosse giusto che non fosse stato assegnato: “Prima un avversario trattiene il nostro, poi lottano per la palla e cade. Mihali è entrato bene su Angeloni e sarebbe stato ingiusto penalizzare noi”.
Non manca una riflessione sulle possibili alternative e su quanto sarebbe potuta cambiare la gara se l’AlbinoLeffe fosse andato in vantaggio nel primo tempo: “Con i ‘se’ e i ‘ma’ non si fa la storia, ma eravamo pronti a difendere bene e meritavamo di non prendere gol. Se poi avessimo fatto il 2-0 con le occasioni avute, sarebbe stato ancora meglio”.
Interessante anche la scelta tattica di Valente, lontana dalla tradizionale mentalità ‘all’italiana’ che prevede l’inserimento di una pedina difensiva se si soffre: “Ho messo un attaccante al posto di un trequartista, una scelta che ha funzionato”. Il tecnico ha spiegato come i cambi siano frutto di osservazioni sull’allenamento e sulle condizioni dei singoli: “Alaoui è entrato molto bene sia in partita sia in allenamento, mentre Frigerio aveva le gambe un po’ pesanti”.
“Non ho la palla di cristallo, provo solo a fare del mio meglio e a vincere le partite”, conclude Valente con un sorriso.
RedSpo
