CAMBIA CALOLZIO: “IMMOBILI COMUNALI ABBANDONATI, IL CASO DI FOPPENICO”

Di male in peggio. È difficile trovare un’espressione diversa per descrivere quanto oggi si presenta in piazza San Michele, a ridosso del parcheggio realizzato a seguito della cessione dell’ex asilo alla parrocchia. In quell’area, già delicata e centrale per l’immagine del quartiere, svetta ora un fabbricato comunale in condizioni di evidente degrado: un edificio che era già precario da anni e che oggi, dopo la demolizione di parte della copertura, si presenta addirittura senza tetto.

Un immobile ridotto in questo stato non rappresenta solo un pessimo biglietto da visita per la città, ma è destinato a diventare in breve tempo un problema serio anche sul piano della sicurezza. Le infiltrazioni d’acqua, il gelo e gli eventi atmosferici accelereranno inevitabilmente il deterioramento strutturale dell’edificio, con potenziali rischi per la pubblica incolumità. Una situazione che nessuna amministrazione responsabile dovrebbe permettersi di ignorare.

Da anni questa amministrazione tenta, senza successo, di alienare immobili comunali lasciandoli nel frattempo in uno stato di abbandono progressivo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fabbricati che perdono valore, si degradano, richiedono interventi urgenti o addirittura demolizioni, con costi diretti e indiretti a carico del bilancio comunale. Anche questo edificio, se non verrà venduto in tempi rapidi – ipotesi oggi tutt’altro che scontata – finirà per richiedere un abbattimento, con ulteriori spese per l’ente.

Al netto di una eventuale vendita, appare evidente che il margine economico per il Comune sarà ormai irrisorio, mentre restano tutti gli effetti negativi sull’immagine del quartiere e sulla qualità dello spazio urbano. Una gestione che solleva interrogativi seri sulla capacità di programmazione e di buona amministrazione, e che rischia di produrre anche profili di possibile danno erariale, laddove l’inerzia e il mancato governo del patrimonio pubblico generano costi evitabili per la collettività.

Come gruppo civico Cambia Calolzio, da tempo poniamo il tema del recupero degli immobili pubblici, della lotta al degrado e di una gestione attenta e responsabile del patrimonio comunale. Lasciare che edifici di proprietà pubblica si trasformino in ruderi non è solo un errore politico, ma una mancanza di rispetto verso i cittadini che pagano le tasse e chiedono una città curata, sicura e decorosa.

Calolziocorte merita un’amministrazione capace di valorizzare ciò che è pubblico, di prevenire il degrado e di assumersi per tempo le proprie responsabilità, prima che l’abbandono diventi un costo – economico e civile – per tutti.

Cambia Calolzio