È sempre più evidente che la gestione del Comune stia sfuggendo di mano al sindaco, e ne è prova la tensione mostrata nell’ultimo consiglio comunale, dove ha scaricato la propria frustrazione sulla stampa e sui giornalisti.
Durante il suo intervento, il sindaco ha dichiarato di non leggere più alcuni giornali perché, a suo dire, scriverebbero menzogne sul suo conto.
Un’affermazione che restituisce un’immagine profondamente negativa del primo cittadino e che si inserisce in una narrazione ormai logora, nella quale si dipinge come vittima di un complotto mediatico e politico, pur di nascondere il fallimento della propria azione di governo.
Siamo stanchi di questo vittimismo, utile solo a distogliere l’attenzione dai problemi reali di Calolziocorte.
Riteniamo grave che il sindaco arrivi a mettere in discussione l’operato di quei giornali considerati “non allineati” al suo pensiero politico, solo perché raccontano i fatti con spirito critico e indipendente.
Eppure, in questo caso, i giornalisti avevano semplicemente riportato ciò che era vero: la convocazione del consiglio comunale era stata comunicata dal sindaco prima ai giornali che ai consiglieri stessi.
Un fatto più volte negato, poi confermato solo quando il primo cittadino è stato messo di fronte all’evidenza.
Questo episodio evidenzia una preoccupante mancanza di trasparenza e un atteggiamento poco rispettoso nei confronti del ruolo della stampa e della minoranza consiliare.
La libertà di stampa è un pilastro della democrazia, e tentare di screditare chi svolge il proprio dovere informativo significa indebolire uno dei principi fondamentali della vita pubblica.
Noi crediamo in un’informazione libera, nel confronto aperto e nel diritto dei cittadini di sapere sempre come vengono amministrati.
Cambia Calolzio
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