CAMPEGGIO ADOLESCENTI: DUE COMUNITÀ, UNICA ESPERIENZA DI CONDIVISIONE

VALDIDENTRO – Si è concluso con entusiasmo e partecipazione il campeggio estivo adolescenti che ha visto protagonisti i ragazzi degli oratori Lecco Alta in collaborazione con la comunità di San Nicolò. Un’esperienza nuova per entrambe le realtà, che per la prima volta hanno condiviso un’intera settimana di attività, vita comunitaria e momenti di riflessione in montagna.

Il gruppo è partito la domenica mattina ed era composto da 13 adolescenti di prima, seconda e terza superiore, accompagnati da don Giuseppe, due educatori e da Giulia, figura di riferimento per l’oratorio. A questo si è aggiunto il gruppo di San Nicolò, guidato da don Marco, con cinque cuochi, un’equipe di sette-otto educatori e il seminarista Paolo, prossimo all’ordinazione diaconale prevista per il 4 ottobre.

Il campeggio si è svolto in un clima generalmente sereno e collaborativo, seppur non siano mancati alcuni momenti di tensione dovuti all’esuberanza di alcuni partecipanti. “Alcuni ragazzi facevano fatica a rispettare le regole – racconta uno degli educatori – ma nei momenti più importanti, come le gite e i tempi di condivisione, si è percepita una grande unità e partecipazione”.

Significativo il momento conclusivo, durante il quale ogni ragazzo ha scelto una parola per raccontare il proprio vissuto: un’occasione per riflettere sull’esperienza appena terminata e per mettere in comune emozioni, pensieri e legami nati lungo il cammino. “Molti hanno sottolineato quanto questo campeggio li abbia segnati positivamente – aggiunge don Giuseppe – non solo per le attività svolte, ma per l’occasione di incontrare coetanei di un’altra comunità, imparando a convivere e a collaborare”.

Un bilancio più che positivo, dunque, che apre le porte a future collaborazioni tra oratori, nella speranza che simili esperienze possano continuare a offrire ai giovani momenti autentici di crescita e condivisione.

In conclusione, il campeggio si è rivelato un’opportunità preziosa non solo per fare nuove amicizie, ma anche per imparare a convivere, condividere, e mettersi in gioco. Un’esperienza da ripetere, magari da prendere come modello per future collaborazioni tra comunità diverse.