“CARO DADATI, FORZA ITALIA NON È UN AUTOBUS SU CUI SALIRE E SCENDERE SECONDO CONVENIENZA”

LECCO – Volano gli stracci dentro Forza Italia di Lecco, dopo i “rumours” e tante dichiarazioni intorno alla vicenda che vede protagonista l’ex assessore provinciale Fabio Dadati. Adesso due membri dell’esecutivo di F. I. di Lecco (Davide Bergna e Virginia Tentori) attaccano a fondo Dadati. Ecco come:

“Da diversi giorni – scrivono i due – leggiamo sulla stampa locale dichiarazioni rese da Fabio Dadati circa un suo allontanamento dal nostro partito che non hanno  alcun fondamento nella realtà.  I fatti si sono svolti in tutt’altro modo e sono documentati da  numerose comunicazioni scritte che possono essere prodotte in qualsiasi momento e che raccontano una storia ben diversa. Da mesi, attraverso Facebook, Dadati aveva cominciato a preparare il  suo rientro in politica. Dapprima pensava di farlo con una lista civica, ma poi un politico “navigato” lo ha consigliato (sempre tramite  Facebook) di utilizzare come mezzo un grande partito… Ed eccolo iniziare una marcia di avvicinamento a Forza Italia. Da principio con timidi articoli, poi alle cene, fino ai grandi titoli che lo davano addirittura come il futuro coordinatore provinciale che avrebbe sostituito il commissario. E intanto la tattica resta la stessa: Dadati dichiara a tutte le testate giornalistiche  locali che sarebbe rientrato solo come semplice “militante” ma la verità è che voleva da subito un ruolo di responsabile, di Lecco, poi del turismo e dell’imprenditoria … Infine, è stato “accontentato” con la responsabilità di un’area particolare, nella speranza che si muovesse in armonia con l’esecutivo del partito, mentre ha invece voluto imporre la sua persona e le sue idee, senza dare ascolto a chi già da tempo stava lavorando per costruire insieme, per muoversi in squadra a favore dell’elettorato e di tutta la comunità, e soprattutto per definire e  perseguire obiettivi comuni”.

“Dopo aver commesso l’errore – proseguono Bergna e Tentori -, ha tentato in tutti i modi di recuperare. Vedendo che i suoi sforzi erano vani, ha cominciato ad offendere il partito: ma a tutti noi, militanti e simpatizzanti, che lavoriamo ogni giorno uniti per il bene di Forza Italia  questo non sta bene.
Se fino ad ora siamo stati zitti, per non alimentare sterili polemiche, di cui purtroppo non c’è penuria, ora abbiamo il dovere di rispondere: non ci sentiamo in un feudo e nemmeno a corte, non partecipiamo alla spartizione di poltrone imposte dall’alto come quelle che tu, caro Fabio, e i tuoi amici avete ricevuto a suo tempo (la cosa vi piaceva e vi piace), ma partecipiamo quotidianamente alla vita politica contribuendo a sostenere Berlusconi, perché crediamo sia attualmente l’unico leader in grado di fermare la sinistra”.

“Stiamo lavorando sul territorio – concludono gli esponenti di F.I. – ascoltando le persone per rimetterle al centro dell’azione politica, per ricostruire il vero movimento Forza Italia, quello che esisteva prima del PdL, prima di coloro che lo hanno utilizzato come traghetto, prima che una parte ci tradisse per andare a sostenere la sinistra.  Qui nessuno ha licenziato Dadati: si è dimesso da solo, perché ha compreso che Forza Italia non è e non avrebbe mai potuto essere l’autobus su cui salire per scendere al momento più opportuno. Il movimento ha solo ratificato le dimissioni che Dadati stesso ha voluto rassegnare, a voce ma anche con una comunicazione scritta inviata ai membri dell’esecutivo. La nuova Forza Italia opera in totale condivisione, armonia e unità di  intenti, forse perché vi aderiscono solo  veri berlusconiani e non certe correnti da prima repubblica che si erano riproposte, sfortunatamente, anche nel pdl. Andiamo quindi avanti con il nostro progetto politico, aperto a tutti i cittadini che lo condividono e vogliono contribuire al bene del nostro territorio”.

Pubblicato in: Città, Hinterland, News

Condividi questo articolo

Articoli recenti