CARTA VETRATA/IL FARMACISTA
DEL PD GIOCA D’AZZARDO

L’Italia è il solo paese al mondo, e il primo nella storia che ha una classe dirigente, a tutti i livelli, che riesce ogni volta a far credere di essere in procinto di fare, anche nelle più piccole iniziative, cose epocali per il bene del popolo e invece lo sta prendendo per i fondelli, il popolo.

Deve essere qualcosa di patologico, di farmacologico.

L’ultimo episodio, per il momento, di questa vera e propria nevrosi sta avvenendo a Lecco non casualmente sponsorizzato da un farmacista fresco di incarico politico nel Pd cittadino. Tal Giovanni Fornoni da Belledo ha, infatti, fintamente lanciato la crociata del PD contro il Gioco d’Azzardo.

Pur di fare il mio dovere e leggere compita e seria il comunicato stampa del Pd cittadino le ho provate tutte. Mi sono legata alla sedia come Vittorio Alfieri, mi sono imbottita di Prozac come un giovane scrittore americano, ho commissionato alla Folgore un complesso sistema di cavi elettrici che trasmette una violenta scossa al primo accenno di sonnolenza.

Niente da fare.

Alla prima riga ero già distratta e pensavo alla neve ai Piani d’Erna, alla seconda canticchiavo tamburellando con le dita, alla terza mi cadevano le palpebre non avendo le gonadi, alla quarta reclinavo il capo sulla tastiera e mi addormentavo. Ero patologicamente come un funzionario politico del Piddì. Addormentata.

Solo che la mia non è neppure noia, a questo punto. E’ refrattarietà attiva: dopo anni e anni di farloccate amministrative, dichiarazioni roboanti impastate con incoerenza manifesta, ho sviluppato anticorpi implacabili.

Le sole parole “Azzardo” e “Pd” bastano a scatenare una reazione di autodifesa che mi porta in pochi secondi al sonno comatoso. Nel dormiveglia, filtrano immagini sempre più spettrali di quel Vietnam propositivo che costituisce, ormai da oltre un lustro, il piatto forte dell’azione piddina. Chiacchiere e cattivi propositi.

Tre incubi su tutti: il mantra ululante dell’urgenza delle larghe intese perchè il Paese ne ha bisogno, l’esegesi a mezzo stampa di qualunque frescaccia dica oggi Renzi ieri il leader amico di turno e l’inspiegabile, inquietante “dobbiamo fare questo e quello” dimentichi che sono al Governo e le chiacchiere stanno a zero.

In quest’ultimo incubo si deposita la retorica del farmacista Fornoni da Belledo che in veste di segretario locale del Pd invita – buon ultimo – i lecchesi a firmare una Proposta di Legge di iniziativa popolare per dire al Governo, a guida Pd of course, di fare una Legge contro il gioco d’azzardo.

Iniziativa che è più una presa per i fondelli che un azzardo.

“La partecipazione massiccia dei lecchesi a questa iniziativa sarà la risposta più forte e significativa alle potenti lobbies che frenano la regolamentazione del Gioco D’Azzardo” . Verrebbe da azzardare e chiedere al Fornoni quali sono queste lobbies che frenano e, retoricamente soprattutto chi frenano. Essendo il Pd al Governo. (Le stesse che si son fatte cancellare una multa di miliardi dal Governo Pd?)

E ancora di azzardo in azzardo: “per ridare forza ed efficacia alla battaglia del PD e del Sindaco di Lecco contro il dilagare di un fenomeno che va urgentemente arginato, limitato e riportato nel suo alveo fisiologico di regolare e moderata attività di intrattenimento e divertimento”.

Ma sono lo stesso Pd e lo stesso Sindaco che hanno votato (insieme ad Appello per Lecco e Venturini dell’Idv, cioè a parole i contrari alle slot) un Regolamento Comunale che le sale giochi le ha aumentate?

Il Pd deve avere qualcosa di patologico, qualche disturbo psicotico.. ma non si cura mettendoci a capo un farmacista. Dovrebbero almeno fare come il Presidente della Provincia Nava e assumere un mentalista o un pubblicitario.

Carta Vetrata

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città, News

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