CASO “ANDE”, LIQUIDATORE
CONDANNATO PER L’IVA
NON VERSATA MA PENA SOSPESA

tribunale lecco 10

LECCO – È arrivato questa mattina il primo verdetto per Massimo Fumagalli, l’ingegnere accusato di omesso versamento di Iva, reato che avrebbe commesso in qualità di liquidatore dalla nota azienda lecchese Ande nel periodo in cui la società fondata da Aldo Anghileri e Fabrizio Dell’Oro è stata posta in liquidazione e poi dichiarata fallita.

Fumagalli è stato dichiarato colpevole dal giudice del Tribunale di Lecco Guido Lomacci e condannato in primo grado ad una pena, poi sospesa, di sei mesi di carcere, commutata in una multa di 45mila euro, così come richiesto dal Vice procuratore onorario Vincenzo Piazza, che ha concluso la sua arringa sostenendo che “la responsabilità penale esiste, ma il pagamento dell’imposta, consente di applicare il minimo della pena, con le attenuanti generiche”.

Fumagalli infatti, quando nel 2012 ha accettato la nomina di liquidatore, l’azienda aveva richiesto il concordato preventivo, una procedura a cui può ricorrere un debitore per liquidare il proprio patrimonio e utilizzare il ricavato a favore dei creditori ed evitare il fallimento. Tra i diversi pagamenti arretrati delle Ande c’era anche il versamento dell’Iva, per un totale di un milione e 200mila euro.

Debito giustamente non pagato secondo l’avvocato Schipilliti, difensore di Fumagalli, dal momento che “l’ammontare totale dei soldi che l’azienda doveva ai suoi creditori era di due milioni e 300mila euro, a fronte di una liquidità di poco meno di un milione. “Giustamente il mio cliente non ha saldato subito questo debito, evitando così di fare una discriminazione tra creditori, considerando poi che ben presto il concordato si è trasformato in fallimento. E in ogni caso l’importo dovuto è stato versato in un momento successivo e in un’unica soluzione”.

Con queste motivazione l’avvocato ha chiesto la piena assoluzione per il proprio cliente, istanza non accolta dal magistrato che ha condannato l’imputato, il quale però non dovrà scontare neanche un giorno di carcere e non dovrà neanche pagare nessuna multa ma solo le spese processuali.

M. V.

In prima battuta per un errore dovuto ad un caso di omonimia abbiamo parlato del “commercialista Fumagalli” mentre si tratta dell’ “ingegnere Fumagalli”.

 

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