MAZZETTA IN COMUNE, IN AULA MINERVINI. E SORRENTINO CHIEDE
E OTTIENE DI ANDARE A VOTARE

MINERVINILECCO  –  Da imputato a testimone. E’ il giorno della deposizione di Giovanni Minervini nel processo per le presunte mazzette in Comune che vede imputati l’odontotecnico Francesco Sorrentino e il capo dell’ufficio tecnico di palazzo Bovara, il geometra Maurizio Castagna, accusati di concussione e concorso in concussione. Medesimi reati per cui l’avvocato lecchese ha già patteggiato una pena di due anni e otto mesi nell’ottobre scorso.

“Ho dato a Sorrentino una busta contenente duemila euro, mille li ho tenuti io e gli altri li ha presi lui per quella pratica di Marco Rota”.

E’ una delle dichiarazioni più “forti” rilasciate oggi in aula da Minervini (tornato alla sua attività da fine maggio 2015 dopo che l’ordine degli avvocati l’aveva sospeso) davanti alla composizione collegiale presieduta dal giudice Enrico Manzi. È il pubblico ministero Silvia Zannini a iniziare l’esame del teste, cercando prima di ricostruire il contesto lavorativo di Minervini per poi concentrare la sua attenzione sui legami che aveva con gli imputati, seguendo passo passo le fasi della vicenda.

Durante la sua deposizione, secondo quanto Minervini stesso ha affermato è emerso che Sorrentino gli avrebbe detto che era molto amico di Castagna e che “tramite lui avremmo potuto avere dei contatti” – sempre legati alla pratica riguardante Marco Rota. L’avvocato ballabiese ha raccontato anche l’incontro avvenuto con Sorrentino nel quale veniva palesato un metodo alternativo per ottenere quel permesso che serviva a Rota:”Per ottenere la servitù ci sarebbero voluti dai 9 ai 12 mesi e spiegai a Rota che se voleva accelerare si trattava di mettere dei soldi in una busta e in tre mesi l’avremmo ottenuta”.

Anche l’avvocato Rigamonti a difesa del Comune di Lecco è intervenuto per chiedere alcune precisazioni, in particolare ha chiesto a Minervini se c’era un accordo pregresso sulla spartizione dei duemila euro, possibilità che il testimone ha escluso. In aula si è parlato anche dei “cioccolatini” che Rota avrebbe voluto regalare a Castagna nel periodo in cui ancora non si riusciva a intravedere la fine della vicenda legata all’ottenimento dell’autorizzazione necessaria a Rota. “Regalo – ha riferito Minervini – che poi, visto anche il prolungarsi dell’attesa, non è più stato fatto”.

l giudice Enrico Manzi ha infine rinviato l’udienza al 9 luglio, giorno in cui verrà riascoltato Minervini per continuare il controesame.

Ultima richiesta avanzata dall’avvocato Stefano Pellizzari che difende Sorrentino è stata quella di concedere al suo assistito un permesso perché possa andare a votare domenica 14 giugno, dato che al momento si trova agli arresti domiciliari. Permesso accordato dal giudice che ha sottolineato quanto il voto sia un dovere di ogni cittadino.

 

 

 

 

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