LECCO – “Si intende pubblicamente osservare che tale area è composta da ambiti di proprietà di alcuni cittadini che l’hanno acquisita sin dagli anni 2000, come edificabile”. Comincia così la lettera dell’avvocato Chiara Adele Citterio che torna sul dibattito in corso riguardo il PGT e Cavagna.
“L’estensione dei precedenti piani attuativi e la necessità di accordi tra un numero di attori troppo elevato, deve ritenersi siano stati la probabile causa della mancata attuazione delle previsioni del PGT – dice Citterio -. L’odierno piano come riferito dall’amministrazione ha senza meno considerato come prioritaria la tutela della fascia pedemontana eliminando ipotesi di speculazione edilizia”.
“Nel contempo ha salvaguardato i diritti dei piccoli proprietari, peraltro sottoposti a limiti edificatori quasi dimezzati rispetto agli attuali coincidenti con quelli di originaria acquisizione e determinati in quota minima di legge (0,03 mq/mq) – continua Citterio -. Tale indice edificatorio comporta edificazioni in armonia e equilibrio con il territorio costruite peraltro in aderenza con le edificazioni già esistenti creando con le stesse un continuum in tal modo preservando la valenza paesaggistica e ambientale dell’ambito”.
“Il totale annullamento della capacità edificatoria comporterebbe sicura lesione dei diritti dei cittadini (piccoli proprietari sin dagli anni 2000) legittimando tra le altre i medesimi ad intentare tutela nelle sedi giudiziarie opportune. Per tali ragioni si chiede a tutte le parti politiche coinvolte di confermare l’indice minimo edificatorio delle 0,03 negli ambiti ambientali indicati”, conclude Citterio.
