CITTADELLALUCE, “VERO VINCOLO
PER LECCO È UNA POLITICA
IMMOBILE E SENZA PROPOSTE”

leuci sala ticozziLECCO – Il 23 aprile come Comitato Cittadellaluce abbiamo depositato la richiesta di vincolo archeologico-industriale per alcuni edifici dell’area ex-Leuci. Nel farlo intendiamo respingere al mittente l’assurda accusa di bloccare ogni intervento sull’area. È esattamente il contrario. La richiesta di vincolo ha la finalità di favorire la rigenerazione di un’area di 20.000 mq in piena città, provando a scoraggiare la solita destinazione a condomini o uffici destinati a rimanere vuoti. Vogliamo che quell’area ritorni ad essere produttiva in modo innovativo, utile a tutta la città e al suo territorio. Per questo vogliamo anche fare chiarezza e rispondere ad accuse e notizie infondate, tra le quali l’ultima in ordine di tempo riguarda il tentativo dell’amministrazione di accreditare come politicamente unanime il proprio rifiuto di co-sottoscrivere la richiesta di vincolo, cosa invece smentita pubblicamente da vari consiglieri comunali.

Primo: come la stessa amministrazione comunale sa, un vincolo non stabilisce affatto che su un’area non si possa intervenire, ma solo che vanno seguite regole di tutela. Ciò che dovrebbe essere il primo interesse per un’amministrazione comunale. Secondo: a questo passo siamo giunti perché costretti da anni di immobilismo e incapacità progettuale delle istituzioni su un’area così importante per la città. La triste realtà è che la politica lecchese in questi anni non ha saputo proporre un bel nulla. Punto e a capo. Questo è il vero vincolo che pesa sulla città. Con tutti i suoi limiti la nostra continua ad essere l’unica proposta in campo. Da mesi chiediamo che le istituzioni avanzino loro progetti e dicano come vedono il destino della ex-Leuci. Ci sono già altre proposte su quell’area? Che emergano, in modo che tutti possano giudicare se sono coerenti o no con l’interesse della città.

leuci dittaNon abbiamo mai preteso che il nostro progetto (chi volesse approfondirlo scriva a cittadellalucelecco@gmail.com) fosse da assumere a scatola chiusa, né che il Comune dovesse sostenere da solo l’onere dell’operazione, ma solo che l’amministrazione si facesse motore di una progettazione in grado di attivare risorse esterne. E soprattutto che avviasse una trattativa con la proprietà per la destinazione dell’area. Questo, se fatto per tempo, avrebbe favorito anche la bonifica dell’area. E, a questo proposito, respingiamo ogni tentativo di scaricare sulla richiesta di vincolo l’incapacità di risolvere la questione, perché l’eventuale vincolo riguarderà gli edifici non oggetto di bonifica dotati di coperture “shed”, di evidente pregio storico, prive di amianto.

Fra due mesi sarà scaduto un anno dall’ordinanza comunale e siamo ancora al punto di partenza: l’amianto è sempre lì a minacciare la salute dei lecchesi. E la responsabilità sarebbe del Comitato Cittadellaluce? L’amianto è ancora lì per l’incapacità di affrontare i problemi e di esercitare la necessaria autorità e autorevolezza nei confronti di interessi forti come quelli della proprietà dell’area. Come è dimostrato anche dalla vicenda, mai chiarita, del mancato pagamento di tasse comunali.

LEUCI SOFTAIR GUERRA (1)Ci è stato poi rimproverato di “non aver portato gli investitori”. Sarebbe facile osservare che in tutto il mondo non sono i privati cittadini che svolgono questo ruolo ma le istituzioni. Abbiamo invece portato esempi di altre città dove sono riusciti nell’impresa di attrarre risorse per rigenerare le aree dismesse: e in tutti questi casi si è dimostrato che l’impegno progettuale delle istituzioni è la condizione necessaria perché gli investimenti privati seguissero. Non il contrario. Le amministrazioni di queste città il tema delle risorse l’hanno affrontato andando a cercarle dove ci sono: Europa, risorse nazionali e regionali, fondazioni e utilities. Ma per riuscirci hanno espresso una capacità progettuale: esattamente ciò di cui la nostra città manca.

In occasione delle elezioni del 2015 l’attuale amministrazione aveva promesso di costituire una “task force” per intercettare risorse europee: qualcuno l’ha mai vista? Del resto ci sentiamo spesso dire dai nostri amministratori che ci sono altre aree da valorizzare: ma chissà perché non si è mai visto nemmeno l’ombra di una proposta alternativa. Concludiamo dicendo che noi del comitato, come tutta la città, rimaniamo in “ansiosa” attesa di scoprire le mirabolanti progettualità che i silenti assessori competenti stanno ideando per l’area ex-Leuci e per tutte le altre.

Cittadellaluce

 

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