COMBATTIMENTI TRA CANI
E CINGHIALI NEL PESARESE.
COINVOLTI ANCHE LECCHESI

combattimento cani pesaro forestale 2PESARO (PU) – Maxi giro clandestino di combattimenti tra cani e cinghiali scoperto dagli agenti marchigiani del Corpo Forestale. Dieci persone rinviate a giudizio dalla Procura di Urbino per i delitti di combattimento, uccisione e maltrattamento di animali, tra loro tre allevatori residenti nelle Province di Perugia e Milano, sei proprietari di cani di razza Dogo Argentino residenti in Provincia di Lecco e in altre della Lombrdia, in Umbria e Campania, alcuni dei quali registravano con telecamere e cellulari il combattimento.

combattimento cani pesaro forestale 1L’indagine del sostituto procuratore Simonetta Catani del Tribunale di Urbino è durata due anni e ha portato inizialmente ad una serie di perquisizioni a carico di alcuni allevatori che hanno permesso il sequestro di cellulari e computer contenenti immagini e filmati di dogo argentini feriti e cinghiali sbranati, e ancora ungulati dilaniati e appesi per le zampe posteriori per stimolare l’aggressività degli animali.

Accertata la morte di un cane durante un combattimento con un cinghiale e più episodi di prestazioni mediche fornite a due allevatori per gravi ferite riconducibili ai combattimenti clandestini. Recuperato dalla Forestale anche un dogo argentino adulto con evidenti cicatrici recenti compatibili alle accuse dell’indagine.

combattimento cani pesaro forestale 3

Il Dogo argentino è un cane selezionato nella prima metà del ‘900, in Sud America, per cacciare cinghiali e puma. Animale dalla grande potenza fisica, pacifico con gli esseri umani, ma dotato di grande istinto predatorio tale da renderlo spietato al cospetto di altre specie individuate come prede. Le possenti mandibole una volta serrate sulle prede si aprono solo con utilizzo di appositi strumenti appuntiti, utilizzati dagli addestratori anche negli eventi documentati dal Corpo forestale dello Stato in Provincia di Pesaro Urbino.

Le persone coinvolte nell’indagine rischiano pesanti pene: per gli organizzatori di combattimenti e competizioni anche la reclusione da uno a tre anni e multe fino a 160mila euro.

(Photo Credit: Corpo forestale dello Stato)

 

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