CON IL PROGETTO ‘SIMILE’
CONCLUSO IL MONITORAGGIO
DEI LAGHI ITALIANI

MILANO – È giunto alla conclusione il progetto SIMILE, ovvero il Sistema informativo per il monitoraggio integrato dei laghi insubrici e dei loro ecosistemi, finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia Svizzera 2014–2020 che ha dato voce al territorio e ha puntato sulla gestione partecipata dell’ambiente in seguito a una nuova governance transfrontaliera che ha visto la collaborazione tra diversi partner: Politecnico di Milano – Polo di Lecco (capofila), SUPSI – Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Fondazione Politecnico di Milano, Regione Lombardia DG Ambiente e Clima, CNR – Istituto di Ricerca sulle Acque, Repubblica e Cantone Ticino – UPAAI.

Grazie a SIMILE sono state monitorate la qualità delle acque dei laghi Maggiore, di Como, Lugano e, dallo scorso settembre, anche del lago di Varese grazie al contributo dei cittadini e attraverso la tecnologia di sensori avanzati, satelliti e una piattaforma online.

“Le nuove tecnologie, dai sensori a basso costo ai satelliti, sono uno strumento potentissimo per darci lo stato di salute del nostro pianeta – le parole di Maria Antonia Brovelli responsabile scientifico del progetto -. SIMILE rappresenta un esempio virtuoso di come ricercatori e tecnici delle amministrazioni possano collaborare, con il supporto dei cittadini e, tra questi, soprattutto dei giovani, a monitorare l’ambiente, che è un bene comune di cui tutti dobbiamo prenderci cura. Per questo come Politecnico di Milano siamo orgogliosi di poter contribuire a un progetto come SIMILE”.

Il progetto ha potuto contare su un sistema integrato di tecnologie che hanno permesso lo studio e il monitoraggio di questi laghi, sia dal punto di vista temporale, sia dal punto di vista dello spazio. Sui tre laghi sono state infatti installate delle boe, delle piattaforme galleggianti equipaggiate con sensori per misurarne alcuni semplici parametri, tra cui temperatura delle acque, pH, ossigeno e averli in tempo reale per integrarli poi con i dati raccolti tradizionalmente dalle Agenzie Per la Protezione dell’Ambiente, tra cui anche Arpa Piemonte. In particolare sul Lago di Como è prevista l’installazione complessivamente di tre boe (Dervio, Abbadia Lariana e Blevio), nei tre sottobacini del lago, attualmente sono dotate di sensori le boe collocate a Dervio e Abbadia Lariana. Mentre sul Lago Maggiore, una boa è stata posizionata nel bacino di Pallanza. Queste misurazioni forniscono dati in tempo reale e possono fornire tempestivamente informazioni in caso di criticità come le fioriture algali. Registrano inoltre le risposte dei laghi ad eventi estremi come precipitazioni intense, piene, siccità o venti forti.

“Regione Lombardia – afferma l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo – ha partecipato attivamente in questo progetto e ha investito, in collaborazione con Arpa Lombardia, oltre 200mila euro nella definizione delle politiche di gestione dei laghi di Lugano, Maggiore e Como attraverso il posizionamento di tre boe limnologiche sul lago di Como e la definizione di un sistema informatico avanzato. Ora trasferiremo le sperimentazioni sviluppate sui laghi Maggiore, Como e Lugano anche sul lago di Varese, bacino sul quale sono già state installate boe di rilevazione anche grazie a un altro intervento regionale: l’Accordo quadro di sviluppo territoriale ‘Salvaguardia e risanamento del lago di Varese’. Quest’ultima attività in modo innovativo, permetterà una migliore gestione e trattamento dei dati da parte degli enti preposti in modo da migliorare la gestione e l’uso della risorsa e consentirà un maggior coinvolgimento di tutti i cittadini verso le tematiche legate alla qualità delle acque, responsabilizzandolo anche nella produzione di dati o di eventuali segnalazioni, che possono fornire un contributo utile agli enti preposti istituzionalmente al controllo e al monitoraggio ambientale”.

“Questo progetto ha dato un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi specifici e dei risultati del Programma – dice Monica Muci, referente dell’Autorità di Gestione del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Svizzera – sia in termini di azioni concrete per accrescere il coordinamento tra pubbliche amministrazioni regionali ed enti di ricerca di Lombardia, Piemonte e Ticino su un tema complesso e strategico quale il monitoraggio delle acque dei laghi dell’area insubrica; sia in termini di coinvolgimento della società civile, con attività di ‘Citizen Science’ e lo sviluppo di applicazioni per smartphone originali che hanno stimolato la partecipazione diretta degli stessi cittadini dell’area di cooperazione. Inoltre, ci auguriamo che le azioni di capitalizzazioni del progetto, recentemente finanziate dal Programma, consentano, nel corso del 2023, di ampliare l’area di studio e intervento del progetto. In una società nella quale la sintesi, il governo e la gestione della enorme mole di dati ambientali a disposizione è sempre più complessa e sfidante, il progetto SIMILE mette a disposizione, non solo di studiosi e tecnici, ma anche di decisori politici e cittadini, strumenti concreti e di grande interesse per migliorare la gestione delle risorse idriche”.

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