CONFINDUSTRIA: “IL 2013
SARA’ UN ANNO TERRIBILE
PER L’ECONOMIA LECCHESE”

medola, maggi, sirtoriLECCO – Giovanni Maggi, presidente di Confidustria Lecco, non ha dubbi sull’economia del territorio nei prossimi mesi: “Sarà un anno terribile”. Lo dice nel giorno in cui l’associazione che riunisce gli industriali ha chiesto alla politica di aiutare le imprese.

“Questa crisi ci sta facendo vedere due cose importanti – continua il numero uno di via Caprera –: mentre quella degli anni ’70 ha portato alla chiusura di grandi aziende e l’apertura di piccole imprese nel Lecchese, ora non funziona più così. Quando un’azienda chiude non ne nasce un’altra, perché ci sono meno possibilità; questo è un grave problema sociale”.

Ora però anche le piccole imprese non se la passano bene. “Le aziende più piccole, quelle dai dieci ai 25 dipendenti, stanno saltando – spiega Maggi –. Ci sono vari problemi, tra cui la mancanza del credito. Se questo settore dovesse sparire perderemo migliaia di posti di lavoro”. Secondo Mauro Medola del Centro studi di Confindustria nel 2012 sono “circa seimila i posti persi in provincia lo scorso anno, mentre il tasso di disoccupazione ora è del 6,3%. Nel 2008 era al 3,2%, meno della metà”. Per le imprese delle province di Lecco e Como febbraio ha registrato un rallentamento della domanda rispetto a gennaio e non sono previsti miglioramenti per le prossime settimane. “Un’impresa su due – continua Medola – dichiara di non attendersi variazioni rispetto alla situazione attuale, mentre quelle che indicano una diminuzione (il 33,7%) superano di gran lunga quelle che prevedono un miglioramento (14,5%)”.

Per Confindustria ora il problema deve risolverlo la politica. “In Parlamento devono darsi una mossa – afferma Maggi –: è più di 40 giorni che a Roma si discute, ma nessuno ha trovato una soluzione per formare il governo. Questo è un problema serio, nel mondo nessuno dà fiducia a un’impresa italiana vedendo questa instabilità. Ci serve l’aiuto della politica e bisogna subito ridurre il regime fiscale che troppo elevato per noi e per le aziende che vorrebbero venire qui”. In questo momento di crisi ci sono anche parecchi imprenditori che non sanno se andare avanti con il loro lavoro oppure vendere l’attività. “Se non ci fossero prospettive sarebbe inutile fare impresa – dichiara Maggi –. Le prospettive ci sono, ma c’è il rischio una parte dei titolari possano lasciare il lavoro perché non vedono un futuro”. Nella giornata di ieri le dodici associazioni provinciali di Confindustria Lombardia si sono ritrovate insieme ad Ance per segnalare come il momento sia particolarmente delicato e che ci sia bisogno di una ripresa economica per salvare le aziende della regione.

 

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