CRAS DI CALOLZIO, OLTRE MILLE
ANIMALI RICEVUTI IN DUE ANNI

CALOLZIOCORTE – Il Centro recupero fauna selvatica ‘Stella del Nord’ di Calolziocorte, della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, chiude il 2022 con un bilancio lusinghiero. In meno di due anni, il Centro è diventato il punto di riferimento per gli animali di buona parte del territorio lombardo.

Sono 1005 gli animali ricevuti al 15 dicembre, portati dai privati e dalle forze dell’ordine (120 provenienti da sequestro), 238 mammiferi, 644 uccelli (di cui 137 nidiacei). Tra i mammiferi spiccano 25 ungulati e 26 tra volpi e tassi, nell’insieme degli uccelli 73 rapaci e 75 acquatici. Cifre che la dicono lunga sulla ricchezza e degli habitat (montani, lacustri e boschivi) che il CRAS contribuisce a preservare, in un Paese dove l’89% degli habitat terrestri e il 53% della fauna che ci vive sono, conferma l’ISPRA, “in cattivo stato di conservazione”.

Il CRAS di Calolziocorte è una struttura di alto livello, sia dal punto di vista degli spazi che delle professionalità, con un’equipe veterinaria d’eccellenza e soprattutto con una filosofia autenticamente animalista. Cura e accudisce tutti gli animali, senza distinzione di specie o di “pregio” naturalistico: per scelta, sono trattati allo stesso modo il passero comune e il più maestoso e raro dei rapaci, il riccio trovato in giardino o il ghiro caduto dall’albero e il cervo o il camoscio.

“Sulla tutela degli animali selvatici – ha detto la presidente di LEIDAA, Michela Vittoria Brambilla – l’Italia deve compiere un grande salto culturale, per colmare ritardi e soprattutto sconfiggere l’indifferenza che troppo spesso diventa insofferenza e persecuzione. I pazienti del CRAS sono testimoni dell’urgenza di questa battaglia: tutelare insieme uno straordinario patrimonio di biodiversità che appartiene a tutti e che dobbiamo custodire per le future generazioni”.

Tra i tanti eventi e lo storie dell’anno, indimenticabili quella del cervo Battista, ricoverato con tetraparesi da choc il giorno di apertura della caccia e recuperato dai veterinari del CRAS con una terapia innovativa che gli ha restituito l’uso delle zampe. E quella del daino albino George, che aveva preso troppa confidenza con gli abitanti di un piccolo paese in provincia di Bergamo. E poi le lepri salvate dalla gattina, il maestoso gufo Potter, la poiana della Grigna con l’ala spezzata, il tasso Bobby che aveva la zampa fratturata, il ghiro che vagava in un garage di Como, la volpe Chico, i cerbiatti Trixie, Barney e Menny, accolti a pochi giorni di vita e allattati a biberon, la mufloncina Chica, che dopo alcuni interventi chirurgici è tornata a saltellare.

A novembre un maxi sequestro della polizia provinciale di Como ha condotto al CRAS centinaia di uccelli da richiamo imprigionati da un bracconiere in gabbie piccolissime. L’improvviso afflusso non ha fermato i volontari, che li hanno curati uno a uno.

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