CRISI, LA STORIA LECCHESE:
“VIVO SU UN CAMPER DA TRE ANNI
AL BIONE. NON SONO UN ROM”

davide fusettiLECCO – La crisi economica può distruggere qualsiasi certezza. E la casa, pilastro della cultura italiana, può venire a mancare da un momento all’altro. Ne sa qualcosa Davide, milanese di 45 anni, da tre si trova a Lecco per cercare un’occupazione e una sistemazione, ma intanto vive in un camper. Separato, senza figli, da due anni si è sistemato nel parcheggio dietro al centro sportivo Bione, insieme ai suoi amatissimi Oscar e Agata, due cagnolini che lo seguono ovunque. “Sono regolare, ho la residenza qui: sulla mia carta d’identità, rilasciata dal Comune, c’è scritto che abito in via don Ticozzi – racconta –. Come me anche le altre persone che risiedono in quest’area”. Guai a chiamarla “campo rom”, come si sente dire spesso gergalmente in città. “Non c’è nessun rom qui: io arrivo da Villa Cortese, gli altri residenti, i Blegi, sono di Lecco e sono giostrai. E sono bravissime persone che ringrazio perché mi stanno dando una mano”.

Perché Davide in questo momento non ha un lavoro e non riesce quindi nemmeno a trovare un appartamento in affitto e quindi, dignitosamente, si arrangia come può. “Sono elettricista, ma ho fatto anche il commesso, ho insegnato judo e ho lavorato come commerciale in un’azienda telefonica. Ero arrivato a Lecco per cercare lavoro, ma purtroppo non ho trovato nulla. Ogni tanto faccio qualche lavoro saltuario, per esempio ultimamente ho aiutato un giardiniere. Per fortuna ci sono persone che mi aiutano, ma non ho nulla di fisso. In ogni caso non mi arrendo e continuo a cercare”. Davide punta il dito contro Palazzo Bovara: “Ho chiesto aiuto ai servizi sociali, ma non hanno mai fatto alcunché per me. Ora voglio parlare con il sindaco: non cerco carità, solo che si possa dare una mano alle persone che non hanno più nulla”.

I sedici residenti nell’area stanno aspettando che venga riallacciata la corrente, tolta qualche giorno fa. “Ora viviamo al freddo. All’interno del camper ho una stufetta elettrica che utilizzo per scaldare il vano, ma in questi giorni soffriamo il freddo. Con le altre famiglie ci sono anche alcuni bambini piccoli, non possono essere lasciati al gelo”. Anche per l’acqua corrente la situazione è complicata: alcuni si sono allacciati alle tubature, ora si attende la regolarizzazione. “Per lavarsi si va al centro sportivo, oppure si utilizza acqua fredda. Per piccole cose come tagliarmi la barba e i capelli io vado da un parrucchiere amico che mi fa pagare pochissimo”.

Ora l’inverno sta arrivando. Il resto dei lecchesi pensa già a come trascorrere le vacanze di Natale. Davide sarebbe già contento a poter avere un posto caldo dove trascorrere la notte insieme ai suoi due amici pelosi.

F.L.

 

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