L’ESEMPIO DI CHI CE L’HA FATTA: CRISTINA SCONFIGGE LA MALATTIA E SI LAUREA CON 110 E LODE!

cristina tantardini 3 (2)LECCO – La vita l’ha messa subito di fronte a molte difficoltà, ma lei con caparbietà e grazie all’amore della sua famiglia è riuscita a combattere e a sconfiggere la malattia.

A 15 mesi le hanno diagnosticato un neuroblastoma al terzo stadio, dai 3 ai 16 anni ha subito una decina di operazioni, oggi Cristina Tantardini si è lasciata alle spalle un passato difficile e ce l’ha fatta. Non solo nel superare la malattia, ma anche nel raggiungere un traguardo importante: qualche giorno fa la giovane valsassinese, che vive a Introbio, ha regalato un’altra gioia alla sua famiglia: la laurea in educazione professionale alla Statale di Milano ottenuta a pieni voti, 110 e lode.

Un percorso scolastico super lineare, senza nemmeno una sbavatura, fatto di studio e sacrifici. “Sono contenta – ha raccontato la 22enne – perché sono riuscita a laurearmi nei tempi, con tanta fatica ma rifarei tutto ciò che ho fatto, c’ho dato dentro e sono stata ripagata. Se penso al periodo in cui frequentavo le scuole elementari ricordo che non è stato per niente facile perché entravo ed uscivo dagli ospedali, mi sono dovuta operare parecchie volte per via degli strascichi che mi portavo dietro dalla malattia. Ero perfettamente guarita dal tumore ma avevo dei disturbi legati ad alcune lesioni ai nervi e ai tendini, rischiavo di rimanere paralizzata”.

cristina tantardini 2Un momento delicato della sua vita che Cristina è riuscita a superare grazie all’affetto della sua famiglia che l’ha sempre supportata:”I miei genitori – ha sottolineato – mi sono sempre stati vicini e sono stata fortunata in questo perché avendo una loro attività, soprattutto mia mamma poteva assentarsi e starmi accanto. Poi sono stata coccolata da tutti, quando venivo a casa i miei parenti cercavano di farmi superare le operazioni cercando di tenermi allegra e alleggerendo la situazione difficile”.

cristina tantardini 3 (1)Quest’esperienza l’ha certamente fatta crescere in fretta e le ha insegnato molto:”Con tutto quello che abbiamo passato, per me i problemi sono sempre stati qualcosa di superabile, mi ritengo davvero fortunata perché sono riuscita ad affrontarli nel migliore dei modi, c’è chi purtroppo non ce la fa ed è anche per questo che ho voluto mettermi a disposizione degli altri, di chi è meno fortunato e partecipare a Dynamo Camp: per due anni di fila, nel mese di settembre, sono stata a contatto con famiglie e ragazzi malati e questo mi ha aiutato molto anche a capire cosa hanno provato i miei familiari standomi vicino. Sono riuscita a guardare con occhi diversi anche mia sorella, che è più piccola di me”.

E se oggi Valentina è una persona serena lo deve alle persone che la circondano:”Io non mi sono mai arresa, ma questo è stato merito di tutte le persone che ho incontrato nella mia vita, mi sono stati vicini, mi hanno accettato come persona, non hanno mai badato ai miei limiti, invece io in certi momenti della mia vita mi ci soffermavo molto, mi pesavano. Quando ero più piccola per me era difficile socializzare sia per la mia patologia sia per il fatto che la diversità negli altri fa paura. Oggi il fatto di fare un pochino di fatica a camminare o portare scarpe ortopediche non mi pesa, è la normalità”.

E infine un pensiero a chi come lei oggi sta affrontando la propria battaglia:”Ricordatevi che ci siamo perché qualcuno ci ha voluto, lottate affinché il progetto pensato per voi vada avanti anche se ci sono delle difficoltà sul percorso, non smettete mai di sperare”.

Elena Pescucci

 

 

 

 

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