CRONOTACHIGRAFI ALTERATI: CAMIONISTI MULTATI,
RITIRATE DUE PATENTI

LECCO – Una pattuglia della Polizia Stradale ha sottoposto a fermo un autoarticolato sulla S.P. 72. Era il 24 novembre, lunedì: dai primi accertamenti, è emerso che l’autista del convoglio era alle dipendenze di una ditta sita nel Trentino.

Nel corso del controllo (“finalizzato alla verifica dell’attività lavorativa del conducente e più in particolare alla verifica delle ore di guida e delle prescritte pause, sia giornaliere che settimanali”), sono state chieste all’autista le stampe del cronotachigrafo digitale, installato sul mezzo.

Dalla verifica della stampa, relativa alle attività lavorative della giornata del 24/11, gli operatori hanno appurato che il veicolo, all’ora del fermo per controllo, quindi le 21:30 UTC (orario reale 22:30) risultava fermo già alle precedenti 18:09 UTC (orario reale 19:09). Il conducente, alla richiesta di spiegazioni da parte del personale operante, dopo qualche attimo di reticenza, ha ammesso di aver personalmente installato un potente magnete sul sensore del cambio del trattore stradale.

E infatti in seguito a un controllo esperito sul veicolo, veniva rinvenuto un grosso  magnete di forma circolare, dal diametro di 2,8 cm posizionato tra gli organi differenziali e del cambio in modo da interferire con l’efficienza del cronotachigrafo digitale, “al punto di causarne il completo annullamento dell’attività di registrazione, consistente nell’omessa memorizzazione di tutti i valori riconducibili alla velocità di marcia, ai tempi di guida e riposo ed alle percorrenze chilometriche”. Il tachigrafo, una volta rimosso il magnete, risultava in piena efficienza.

L’astuzia del sistema di manomissione sta nell’estrema praticità di essere rimosso in qualunque momento e di posizionarlo nel momento in cui solitamente l’autista ha esaurito il periodo di guida giornaliero, il tutto senza richiedere alcun ulteriore collegamento elettrico; il solo posizionamento del dispositivo calamita consente di azzerare completamente i valori di registrazione della velocità, facendo apparire il veicolo fermo, nonostante in movimento, eludendo così i controlli della Polizia Stradale in termini di rispetto delle ore di guida e pause.

“È bene ricordare – segnala la Stradale -c he l’applicazione di congegni ed “escamotage”, finalizzata alla paralisi del sistema di registrazione sia analogica che digitale – al fine di eludere un reale controllo, può compromette seriamente, diminuendola, l’efficienza di tutti i sistemi di bordo. In sensore collocato nella scatola del cambio, infatti, invia all’elettronica del mezzo informazioni non solo dirette all’apparecchiatura cronotachigrafo ma anche a tutti gli altri dispositivi compreso quello frenante”.

Il magnete rinvenuto, sottoposto a sequestro quale fonte di prova, è a disposizione dell’A.G., mentre il conducente è stato sanzionato, così come un altro conducente professionale, controllato nella mattina del 25 novembre lungo SP 342 nel territorio del Comune di Brivio , per aver manomesso i sigilli del dispositivo.

A seguito dei controlli, ad entrambi i conducenti sono state ritirate le rispettive patenti di guida e contestate sanzioni per la somma di 1.682 € ciascuno.

La Sezione lecchese della Polstrada, nel corso dell’anno ha provveduto al controllo di 1455 veicoli con massa a pieno carico superiore a 3.5 tonnellate e le sanzioni elevate complessivamente a tutti i veicoli adibiti al trasporto merci, comprensive quindi anche dei veicoli di massa inferiore, sono state 1572.

 

 

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