ECONOMIA/ANALISI CONFINDUSTRIA
OTTOBRE DI STABILITA’
FATTURATO IN AUMENTO

confindustriaLECCO –  I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di ottobre 2015 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano in ottobre, rispetto a settembre, uno scenario con dati di segno diverso. Per i tre principali indicatori esaminati – domanda, attività produttiva e fatturato – l’indicazione prevalente è quella di stabilità; si registrano tuttavia giudizi differenti: la domanda risulta in rallentamento, l’attività produttiva pressoché stabile mentre il fatturato in aumento.

Nel caso della domanda il campione d’indagine comunica una decelerazione che interessa sia il mercato domestico sia l’export, anche se gli ordinativi sul mercato interno risultano maggiormente penalizzati.
L’indicatore associato all’attività produttiva risulta globalmente stabile, grazie al bilanciamento tra le indicazioni di diminuzione e quelle di incremento della produzione.
La capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese aderenti all’Osservatorio si attesta al 75,3%, in leggero aumento rispetto a quanto registrato nell’ambito dell’edizione di settembre.
Il fatturato registra invece una prevalenza di giudizi di aumento rispetto a quelli di diminuzione.
Permangono alcuni elementi di attenzione, in particolare quelli legati alla ridotta visibilità sugli ordini (il 44,7% delle imprese rivela di avere un portafoglio inferiore ad un mese) e ai casi di insolvenza e ritardi di pagamento da parte dei clienti (riscontrati per oltre il 53% delle aziende).
I giudizi riguardanti il costo per l’approvvigionamento delle materie prime risultano in maggioranza stabili. In caso di variazione, prevale la diminuzione delle quotazioni, determinando benefici all’acquisto.
Sul versante dei rapporti tra le aziende e gli Istituti di credito si registra una generale stabilità; da segnalare comunque un incremento delle spese e delle commissioni bancarie comunicato dal 16,9% del campione.
Lo scenario occupazionale si conferma anch’esso diffusamente stabile, così come indicato dall’85% delle aziende.

“L’indagine evidenzia una prevalenza di dati in diminuzione, dei quali non è però possibile quantificare l’effettiva entità sulla base dei giudizi rilevati – sottolinea il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Giovanni Maggi. Credo che questo segnale non debba metterci eccessivamente in allarme, anche se è necessario prestare la giusta attenzione alle dinamiche in atto in particolare per quanto attiene l’export, che resta uno dei nostri asset fondamentali”. “Per quanto riguarda le aspettative per l’andamento complessivo nelle prossime settimane – continua il Presidente Maggi – le aziende delle due province danno indicazioni prevalentemente orientate alla stabilità. Dobbiamo però tenere conto anche di un 16% circa di previsioni di diminuzione. Si configura quindi uno scenario ancora complesso da tenere come sempre monitorato”.

GLI ORDINI
L’indicatore associato alla domanda delle imprese delle tre province mostra un rallentamento in ottobre, sia considerando la domanda interna sia per quanto riguarda l’export, rivelando uno scenario in controtendenza rispetto a quanto rilevato in settembre quando gli ordini erano stati indicati in aumento su entrambi i mercati di riferimento. Il giudizio prevalente risulta essere la stabilità, segnalata da oltre 2 imprese su cinque; per contro le indicazioni di diminuzione risultano superiori a quelle di aumento. Sul mercato domestico il 43,4% del campione indica di aver registrato una conservazione della domanda rispetto ai livelli di settembre, il 38,2% segnala una riduzione degli ordinativi mentre il restante 18,4% un incremento. Gli ordini a livello estero risultano invece stazionari per circa un’impresa su due (48,3%), in diminuzione per il 31,4% e in aumento per il 20,3%. Quanto rilevato sinora non presenta particolari distinzioni a livello dimensionale: sia le imprese sino a 50 occupati, sia quelle medie, infatti, indicano una prevalenza di giudizi in diminuzione degli ordini rispetto a quelli riguardanti l’aumento. La medesima situazione è rilevabile anche orientando l’analisi a livello settoriale, senza particolari differenze tra aziende tessili (in cui l’incidenza dei giudizi di diminuzione è la più elevata), metalmeccaniche e degli altri settori. Le imprese di Lecco e di Sondrio segnalano uno scenario dai toni simili; risulta prevalente il giudizio di stabilità degli ordini, indicato per circa il 51% sia per la domanda nazionale che per quella estera, ma le indicazioni di diminuzione risultano maggiori rispetto a quelle di aumento.

LA PRODUZIONE
L’attività produttiva delle aziende di Lecco, Sondrio e Como risulta diffusamente stabile in ottobre. Al fianco delle indicazioni di mantenimento dei livelli di produzione rispetto a quanto registrato in settembre (47%) è rilevabile un bilanciamento tra i giudizi di aumento (26,1%) e quelli di diminuzione (26,9%). La capacità produttiva mediamente utilizzata nel mese dalle imprese del campione si attesta a 75,3%, dato che risulta essere di 3 punti percentuali superiore a quanto riscontrato in settembre. I dati delineano alcune differenze a livello dimensionale. Nel caso delle aziende più piccole (sino a 50 occupati) risulta una maggior incidenza dei giudizi di produzione in aumento rispetto a quelli di diminuzione mentre è il contrario per le realtà più grandi. Le imprese con più di 50 occupati indicano mediamente un tasso di utilizzo degli impianti produttivi superiore a quanto registrato per le aziende fino a 50 occupati.
Per le imprese lecchesi e sondriesi prevale l’indicazione di stabilità della produzione (53,8%); per contro, i giudizi di diminuzione dell’attività in ottobre (30,8%) superano quelli di aumento (15,4%). Il grado di utilizzo della capacità produttiva nel mese di ottobre risulta comparabile con quanto esaminato a livello congiunto.

IL FATTURATO
Sul versante del fatturato le imprese delle tre province comunicano di aver vissuto congiunture non omogenee. Il 35,8% del campione indica un mantenimento delle vendite rispetto ai livelli di settembre, il 37,2% un aumento mentre il 27% una diminuzione. La situazione rilevata è comune sia a livello dimensionale che settoriale; i dati per le imprese di medie dimensioni e per quelle degli altri settori risultano maggiormente favorevoli.
Nel caso del campione di Lecco e di Sondrio lo scenario continua a risultare eterogeneo; è tuttavia riscontrabile un bilanciamento tra le indicazioni di rallentamento del fatturato (32,1%) e quelle di aumento (33,9%).

LE PREVISIONI
Le imprese complessivamente considerate segnalano giudizi in rallentamento nel formulare le aspettative per le prossime settimane. Nonostante l’indicazione prevalente sia quella di stabilità (64,5%) circa un’azienda su quattro (24,6%) comunica di attendersi una diminuzione, a fronte di una quota inferiore di imprese (10,9%) che indicano, invece, un incremento. L’analisi della composizione del portafoglio ordini continua a mostrare segnali di criticità, con il 44,7% delle aziende che comunica di avere visibilità di poche settimane e il 41,7% che indica un orizzonte di qualche mese. Solamente il 13,6% del campione afferma di avere visibilità per un periodo superiore al trimestre.
Per le imprese di Lecco e di Sondrio sono riscontrabili alcune differenze. A livello previsionale l’indicazione prevalente si conferma essere la stabilità, come indicato dal 71,4% del campione; si registra tuttavia una minor preponderanza dei giudizi di diminuzione (16,1%) rispetto a quelli di incremento (12,5%). Gli ordini presenti in portafoglio coprono prevalentemente un periodo di poche settimane (39,6% del campione); è però maggiore la quota di aziende che comunica di avere una visibilità di oltre tre mesi (20,8%).

LE MATERIE PRIME
In ottobre, sul fronte del costo associato all’approvvigionamento delle materie prime, giungono segnali in miglioramento da parte delle imprese di Lecco, Sondrio e Como. Rispetto ai listini di settembre, il 72,1% dei giudizi risulta improntato alla stabilità, il 9,6% alla crescita mentre il 18,4% al ribasso. Esaminando i giudizi a livello settoriale sono riscontrabili discrepanze: nel caso delle imprese metalmeccaniche e degli altri settori l’indicazione prevalente risulta essere la diminuzione del prezzo di acquisto delle materie prime; nel caso delle imprese tessili, invece, prevale l’aumento.
Lo scenario delineato dalle imprese lecchesi e sondriesi presenta caratteristiche simili, con una maggior prevalenza di indicazioni di riduzione dei prezzi delle materie prime (24,1%) rispetto a quelle di aumento (3,7%).

LA SOLVIBILITA’
Per la metà del campione globalmente considerato si segnalano ancora problemi legati ai casi di insolvenza o di ritardo nei pagamenti. La situazione di ottobre, rispetto al precedente mese, risulta per lo più invariata, come evidenziato dal 76% del campione. Per oltre il 15% delle aziende che hanno dovuto affrontare casi di insolvenza si rileva invece un ulteriore peggioramento. La quota di aziende che ha riscontrato miglioramenti è pari al’8,7%.
Situazione simile per le aziende di Lecco e Sondrio: si rileva una percentuale lievemente inferiore di aziende che lamentano ritardi o insolvenza (48,2%) e una situazione per lo più stabile nel mese di ottobre rispetto a settembre. I

RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Nel mese di ottobre per le aziende dei tre territori non si rilevano particolari criticità nel rapporto con gli Istituti di credito. Per oltre l’86% del campione tale rapporto è caratterizzato da una forte stabilità, mentre per il 10,1% si denota un miglioramento rispetto al mese precedente. Sotto il 4% invece la quota di aziende che hanno riscontrato un peggioramento. Non vi sono particolari allarmi sugli spread e i tassi di interesse: è il 6,7% del campione a dichiarare di aver riscontrato un incremento. Superiore invece la percentuale di aziende che ha rilevato un incremento delle spese e delle commissioni bancarie (16,9%). Oltre un’impresa su tre dichiara di avere una liquidità aziendale soddisfacente, mentre il 18,8% giudica la situazione migliorabile. Per il 44,4% si riscontra un livello di liquidità nella media.
Per le aziende lecchesi e sondriesi non si segnalano particolari scostamenti rispetto a quanto rilevato a livello generale. Ad ottobre il rapporto con gli Istituti di credito risulta stabile.

L’OCCUPAZIONE
Lo scenario occupazionale delle imprese di Lecco, Sondrio e Como risulta stabile in ottobre, così come confermato nell’85% dei casi. I giudizi improntati all’aumento dei livelli si attestano al 9,3%, superando quelli indicanti la diminuzione, pari al 5,7%. Le aspettative per i prossimi mesi formulate dalle aziende per il proprio settore di appartenenza confermano il diffuso giudizio di stabilità (87,6%).
Nel caso delle aziende di Lecco e di Sondrio si rilevano dinamiche del tutto simili.

 

 

 

 

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