FI-LECCO, BOCCI: “ECCO PERCHÈ AUMENTANO I REATI”

BOCCI questore LCLECCO – Riduzione del presidio territoriale delle forze dell’ordine, scarsissima deterrenza della risposta giudiziaria, smantellamento delle norme sull’immigrazione e disapplicazione di quelle sulla legittima difesa (due baluardi voluti dal centrodestra), troppa severità nel giudicare e perseguire gli operatori di polizia. Sono – secondo il responsabile sicurezza di FI-Lecco, l’ex questore Fabrizio Bocci – alcuni dei fattori che hanno condotto, nel 2013, ad un sensibile aumento dei reati denunciati a livello nazionale (+ 2,6 per cento) con punte particolarmente elevate per quanto riguarda borseggi e furti d’appartamento. Una classifica “di demerito” nella quale Lecco occupa posizioni elevate, troppo elevate.

“I dati recentemente diffusi dal Ministero dell’interno – sottolinea Bocci – non fanno che confermare una tendenza negativa già riscontrata da qualche anno e che non accenna ad attenuarsi. Tra le cause, che abbiamo denunciato più volte – ricorda – ci sono la riduzione della presenza delle forze dell’ordine sul territorio a seguito dei pesanti tagli imposti dalla spending review, che non hanno ancora finito di produrre i loro effetti con l’imminente soppressione di altri uffici di polizia e di stazioni dei carabinieri, e la drastica diminuzione, già attuata, dei fondi per straordinari e indennità varie, vitali per assicurare i servizi di prevenzione e pattugliamento, e di quelli destinati al rinnovo dei mezzi e delle dotazioni individuali”.

A questo va aggiunta la “scarsissima deterrenza” della risposta giudiziaria, “con rari provvedimenti restrittivi e condanne di esigua entità – puntualizza Bocci – anche in presenza di reiterazione e recidive. Questo non fa che incoraggiare le bande criminali, per lo più stranieri dell’est europeo ormai specializzatisi in furti d’appartamento, che hanno eletto il nostro Paese a meta preferita delle loro scorribande grazie alla certezza di una quasi assoluta impunità”.

Poi c’è il capitolo delle leggi svuotate o vanificate. L’ex questore segnala lo smantellamento operato da questo governo delle leggi sull’immigrazione approvate dal centrodestra, “con la conseguenza della quasi-impossibilità, per le forze dell’ordine, di procedere ad allontanamenti ed espulsioni dei soggetti più pericolosi”, e la disapplicazione di quelle sulla legittima difesa, “riformate a suo tempo dalla maggioranza Pdl-Lega per assicurare una maggiore tutela alle vittime di questi odiosi reati predatori”, che possono sfociare in aggressioni violente e sanguinarie con conseguenze gravissime per i componenti delle famiglie presi di mira nelle loro case. “Si continua a perseguire e a condannare – afferma Bocci – chi reagisce entro i limiti previsti dalla legge tuttora in vigore che prevede la non punibilità in determinati casi e soprattutto quando l’intruso nella proprietà privata sia armato o appaia tale oltre ogni ragionevole dubbio”.

Vi è infine eccessiva severità nel giudicare e perseguire gli operatori di polizia, “immediatamente additati, senza alcuna verifica, dai media e, spesso, da figure istituzionali e di governo, quali responsabili di violenze gratuite in situazioni di servizio quando, salvo rarissimi e deprecabili casi, sono essi stessi le vittime di una delinquenza consapevole di avere ottime chances di farla franca. Questo atteggiamento mina gravemente la serenità degli operatori il cui lavoro finisce per essere condizionato per la paura di conseguenze di natura legale da parte di una magistratura talvolta politicizzata e prevenuta. Le nuove “regole di ingaggio e di comportamento” per le forze dell’ordine che il governo di sinistra si accinge a varare – prevede Bocci -non faranno che aggravare questa situazione mortificando la professionalità dei nostri agenti che si sentiranno abbandonati a loro stessi e privi di sufficiente tutela dello Stato nello svolgimento dei loro rischiosi compiti”.

“Le ragioni che abbiamo esposto – conclude il responsabile sicurezza di Fi Lecco – sono tutte più che sufficienti a spiegare l’inarrestabile aumento della criminalità di questi ultimi tempi. Dubitiamo fortemente che la soluzione potrà venire da questo governo di sinistra le cui iniziative vanno, come purtroppo stiamo sperimentando, completamente in senso contrario. Valga come esempio tra tutti l’incapacità di varare una seria e non più rinviabile riforma della giustizia per ristabilire il giusto equilibrio tra i poteri dello Stato e l’efficienza di un apparato compromesso dalla parzialità e dalla scarsa produttività di troppi”.

 

 

 

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