FINTI AFFITTI AD IMMIGRATI:
TRE CONDANNATI A 18 MESI

tribunale lecco 9LECCO – Un totale di ventidue mesi e due condanne, in un solo giorno, per Giuseppe Silipigni, l’agente immobiliare accusato di truffa e favoreggiamento dell’immigrazione. Nel primo procedimento, in cui era l’unico alla sbarra, il giudice ha inflitto 4 mesi e 600 euro di multa. Nel secondo, dove era sul banco degli imputati con Vanessa Martis, Vincenzo Marchese e Mohammed Bekkary, un anno e 6 mesi e 20mila euro.

Giuseppe Silipigni era accusato di sfruttamento dell’immigrazione clandestina ai fini del ricongiungimento familiare. Il blitz della Polizia avvenne tra Lecco ed Erba con la denuncia di finta locazione per ottenere il nullaosta al ricongiungimento. Gli agenti della questura di Lecco avevano ricostruito i fatti e nessuno di coloro, che si erano dichiarati essere legittimi locatari, viveva al loro interno.

Non solo: lo stesso alloggio risultava in uso a più soggetti stranieri, tutti di fatto residenti altrove ma con l’obiettivo di poter riabbracciare in Italia i propri cari in arrivo dal Paese d’origine. Le vittime del raggiro si sono costituite parti civili per quanto attiene la truffa, versando del denaro nei confronti degli imputati per prestazioni poi risultate irregolari. L’inchiesta ha fatto luce su un giro di certificazioni false anche sugli affitti per ottenere il ricongiungimento familiare.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa in concorso, sono state le accuse mosse nei confronti di Giuseppe Silipigni e Vanessa Martis, Mohammed Bekkary e Vincenzo Marchese. La richiesta di pena da parte dell’accusa condotta dal Vpo Mattia Mascaro è stata per i quattro imputati di 3 anni e 6 mesi e 90mila euro di risarcimento a testa. Il giudice Enrico Manzi, nel pomeriggio di ieri, ha inflitto un anno e 6 mesi e 20mila euro di a testa a tutti tranne Mohammed Bekkary, che è stato assolto.

 

 

 

 

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