Alcune settimane fa, a fronte di molte inesattezze riportate sulla stampa in merito alla situazione finanziaria della Fondazione di Santa Maria del Lavello, sono dovuto intervenire spiegando che la strumentalizzazione che si stava facendo in merito al disavanzo del bilancio non corrispondeva al vero, poiché la negatività dello stesso era dovuta ad una svalutazione del credito.
Oggi, con il rinnovo del CDA, assistiamo ancora ad un vergognoso teatrino con lo scopo di delegittimare l’operato dell’attuale CDA.
Mentre in questi giorni la Fondazione si adoperava a lavorare in silenzio con mille difficoltà, poiché l’attuale CDA è scaduto in attesa dell’insediamento del nuovo, appuro e leggo di riunioni in cui l’obiettivo è fare vedere chi più di altri conta e detta legge sullo scacchiere politico Provinciale, in occasione degli appuntamenti elettorali lecchesi dei prossimi mesi.
E fino a qua nulla di nuovo. Se non fosse che la Fondazione è diventata merce di scambio.
Porre veti è stato il gioco preferito.
Bassezza politica di una classe dirigente che, non avendo coraggio di affrontare i problemi, pone veti, elogiando “salvatori” calati dalle proprie fila politiche.
Cari Amministratori e politici, vi ricordo che al nostro insediamento abbiamo ereditato una situazione finanziaria veramente preoccupante, dove la Fondazione aveva indicativamente un debito di circa 75.000 euro e, come se non bastasse, l’intera Struttura era in una situazione di degrado e di inaccessibilità, poiché abbandonata e priva di tutte quelle sicurezze che la normativa impone.
Ci sono voluti mesi per riuscire a renderla a norma e accessibile al pubblico.
Ciò nonostante, i primi bilanci sotto la nostra guida si sono chiusi con un attivo.
Poi purtroppo, e non per nostra incapacità gestionale, sono arrivati momenti difficili, questo per via del contenzioso che si è instaurato col precedente gestore del Bar – Hotel.
Immediatamente ci siamo attivati intraprendendo tutte le azioni legali necessarie a tutela della Fondazione.
In questa difficilissima situazione la Fondazione si è però ritrovata completamente sola.
Addirittura accusata, da chi doveva per dovere sostenerla, di essere troppo ligia al proprio dovere.
Ma di questo ne siamo fieri.
Un sincero ringraziamento al CDA e ai più stretti collaboratori.
Roberto Monteleone
