FOTOVOLTAICO, LECCO È 69°
PER SOLARE PUBBLICO

LECCO – Legambiente ha presentato il nuovo rapporto Ecosistema urbano: lo studio, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, analizza le performance ambientali delle città italiane. Interessante il focus relativo al solare pubblico, ovvero, la diffusione del solare termico e fotovoltaico nei capoluoghi di provincia italiani. Analizziamo i risultati ottenuti dalla provincia di Lecco grazie allo studio realizzato degli esperti di Prontobolletta.

Il rapporto Ecosistema urbano a cura di Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, ha stilato la classifica aggiornata dei capoluoghi di provincia più green d’Italia. I dati dei 104 capoluoghi di provincia analizzati si basano su 18 parametri, raggruppati in 6 macroaree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano e energia).

Nella macroarea energia, la componente principale è rappresentata dal solare pubblico, ovvero, l’incidenza del solare termico e fotovoltaico in città rispetto ai consumi delle famiglie residenti. La classifica misura la potenza media (ovviamente misurata in kilowatt) installata su edifici pubblici ogni 1000 abitanti. Si riconferma il podio con Padova, Oristano e Pesaro che rappresentano le province con le maggiori disponibilità installate su strutture comunali, con valori tra 26 e i 31 kw di energia elettrica installata ogni mille abitanti. Potete trovare la classifica completa nell’articolo originale di Prontobolletta.

Osserviamo più nello specifico i dati sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico nella provincia di Lecco: l’indicatore calcola la potenza media installata nelle strutture pubbliche ogni 1000 abitanti. Quest’anno, Lecco si è posizionata 69ª nella classifica delle province italiane per solare pubblico nel rapporto sull’Ecosistema Urbano. Legambiente ha rilevato un’incidenza del solare termico e fotovoltaico di 1,58 kW rispetto ai consumi delle famiglie residenti a Lecco. L’incidenza risulta essere decisamente inferiore alla media italiana di circa 4,77kW ogni 1000 abitanti. La potenza media installata nelle strutture pubbliche ammontava a 1,55 kW nel 2020 e 1,55 kW nel 2019. Analizzando la potenza rilevata quest’anno, con quella rilevata nei rapporti sull’ecosistema urbano degli scorsi anni, si registra una variazione percentuale di 1,94% rispetto ai dati rilevati da Legambiente nel 2020 a Lecco e una variazione di 1,94% rispetto al 2019.

L’Unione Europea vuole dimezzare l’emissione di anidride carbonica CO2 entro il 2030 e raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro il 2050. Gli strumenti proposti dall’UE sono basati principalmente su soluzioni tecnologiche esistenti che conferiscono maggiore potere ai cittadini: tra questi troviamo, appunto, fonti rinnovabili quali pannelli fotovoltaici e termici.

Nel nuovo rapporto di Legambiente scopriamo che sono quasi 35 i capoluoghi di provincia in cui le fonti rinnovabili riescono a coprire il fabbisogno elettrico totale delle famiglie residenti. Una crescita troppo lenta se si considera che, due anni fa, erano 27 i capoluoghi capaci di soddisfare il fabbisogno elettronico tramite fonti rinnovabili. Infatti, nonostante qualche provincia si stia muovendo nella giusta direzione, oltre il 60% delle province italiane registrano risultati ancora bassi, con scarsi segnali di crescita negli ultimi anni.

L’Italia continua a registrare un trend negativo di installazioni da fonti rinnovabili, risultando ancora diversi passi indietro nel processo di transizione verde se la si confronta con altri paesi europei. I risultati mostrano enormi discrepanze tra le diverse aree del territorio italiano: ad esempio, 23 città non raggiungono 1kW di potenza media da solare termico e fotovoltaico ogni 1000 abitanti. Inoltre, solo il 18% delle scuole italiane utilizza impianti di energia rinnovabile, e il 47% degli edifici scolastici necessita di manutenzione urgente.

Una nota positiva, però, riguarda le famiglie italiane che mostrano un crescente interesse sulle tematiche ambientali. Infatti, aumenta il numero di sottoscrizioni di offerte green per la fornitura di energia elettrica e gas metano, anche grazie a tariffe competitive che permettono di risparmiare in bolletta, soprattutto dopo i recenti rincari.

Il caro bollette, infatti, ha evidenziato ulteriormente la necessità di insistere sulla produzione di energia da fonti green rinnovabili. Spetterà al governo, dunque, il compito di fornire strumenti concreti e maggiori certezze ai territori, ai cittadini e alle imprese: nei prossimi mesi scopriremo quali misure verranno adottate nel corso del 2022, nella speranza che nei prossimi rapporti di Legambiente venga mostrato uno “stivale” sempre più verde.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/classifica-energia-solare/

Pubblicato in: Ambiente, Città, Economia, News Tags: 

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