FUOCO E FIAMME NEL FORNO,
MAGNI CHIEDE TRASPARENZA
E RILANCIA “CHIUDIAMOLO ORA”

magni sandroVALMADRERA –Ben strana la notizia del guasto del termovalorizzatore di Silea. Un incidente, si direbbe quasi tempestivo, che evidenzia ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che è arrivato il tempo di chiudere l’inceneritore. Senza aspettare il 2030. Nel migliore dei casi. Data che questo incidente tende a inabissare perfino quella ragionevole data.

Una cosa è certa per noi cittadini che paghiamo la Tari, che le alternative esistono: il così-detto sistema di mutuo aiuto tra inceneritori lombardi, figlio di una vecchia e discussa legge dei Verdi e di una parte dell’ambientalismo (non dell’attuale Regione), sembra dirci quello che da sempre, dati alla mano abbiamo pensato, ovvero che c’è un eccesso di offerta di capacità di incenerimento in Regione Lombardia, che nel frattempo e silenziosamente sembra essere diventata anche il luogo di incenerimento di eco balle provenienti da altre Regioni. In sé una cosa non negativa e detestabile se non fosse per il fariseismo che la circonda.

Ce lo ricordiamo il tempo in cui si diceva: No ai rifiuti del Sud. Ma allora la Lega non aveva in Regione quel potere che ha ora. E’ bene, fatte salvo i non pochi problemi di salute, che la Regione Lombardia assorba anche i rifiuti di altre Regioni, se tutto questo serve a evitare la costruzione in quelle Regioni di inutili inceneritori. E alla luce del fatto che spesso quelle regioni erano diventate il principale destinatario, spesso o quasi sempre provenendo dal Nord, di rifiuti speciali, illecitamente commerciati, a profitto delle mafie, e illecitamente smaltiti, in luoghi per i quali la difficilissima e problematica opera di bonifica, oltre ad essere lentissima è a carico di noi tutti cittadini italiani.

Ma mutuo aiuto o altro, una cosa è certa, c’è capacità di incenerimento in eccesso. E alcuni forni, inefficienti, possono cominciare a chiudersi. Che cosa è un forno inefficiente se non quello che ripropone incidenti? Non solo piccoli e tanti ma, eventualmente, pochi e gravi.

forno inceneritore sileaDicevo all’inizio, ben strano questo incidente e molto insufficienti le giustificazioni prodotte dal direttore generale. Sarà bene che venga fatta una grande opera di trasparenza. La ricostruzione dell’incidente sembra quasi una rappresentazione teatrale basata su un canovaccio già dato. Quasi artificiale e artificiosa. Come è possibile che esistano sofisticate strumentazioni di monitoraggio e controllo e contemporaneamente e “schizofrenicamente” disporre di una “meccanica” che si fa beffe di quelle strumentazioni? Mandando tutto a fuoco e fiamme! Ci saremmo augurati che le “sofisticate” quanto costosissime (immaginiamo) strumentazioni, bloccassero le fiamme, prima che queste si sviluppassero. Altrimenti che apparecchiature sofisticate sono?!!

Per cui possiamo dire che al momento manco sappiamo la causa vera dell’incidente! Conosciamo, perché da altri detto, le procedure messe in atto per contenere l’incidente. Sempre che tutto quanto enunciato corrisponda al vero.

Temiamo che forse si voglia prendere la palla al balzo e con il pretesto del guasto e dell’incendio, farci pagare la riparazione del guasto e dell’incendio (quanto ci costa e quali le responsabilità?) assieme alla turbina per l’improponibile teleriscaldamento?

Chiudiamolo questo forno. Se non ora quando? Anche perché le responsabilità non sono solo un problema che accerterà la magistratura. Sono un problema in primo luogo politico. Di trasparenza politica, da accertare e mettere in evidenza da subito.

Alessandro Magni

 

 

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