GENERI ALIMENTARI A LECCO,
NEL 2014 PREZZI ‘IN RETROMARCIA’

mercatoLECCO – L’Ufficio Statistica del Comune di Lecco, nell’ambito della rilevazione prezzi al consumo condotta mensilmente, ha realizzato un approfondimento sull’andamento dell’indice dei prezzi a livello locale della divisione “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” a partire dal gennaio 2011 (base 2010) e l’ha confrontato con quello delle dieci province lombarde che effettuano la rilevazione dei prezzi al consumo; sono escluse, pertanto, Sondrio e Monza Brianza.

L’ultimo dato disponibile è quello di giugno 2014: l’indice di Lecco si attesta a 108,7 e pertanto l’aumento registrato in 3 anni e mezzo è di quasi 9 punti, mezzo punto in meno di quello lombardo ma superiore di circa un punto a quello medio nazionale (rispettivamente 109,4 e 108). L’indice di Lecco si colloca alla seconda posizione nella graduatoria crescente (è di Pavia l’indice più basso registrato 106,1 e di Varese quello più alto 110,9, immediatamente preceduto da Lodi che registra un valore inferiore di un decimo di punto). L’indice dei prezzi generale, invece, quello medio di tutte le dodici divisioni di spesa, si attesta a quota 106,3, pertanto a un valore inferiore di quasi 2 punti e mezzo rispetto a quello della divisione alimentari; mediamente i due indici sono cresciuti rispettivamente dell’1,8% e del 2,5% all’anno.

All’inizio dell’anno 2014 la situazione dell’indice dei prezzi del comparto alimentare risultava ben diversa: l’indice dei prezzi della divisione in esame si attestava a 110,5, valore superiore di 9 decimi di punto rispetto a quello regionale e superiore di 1 punto e mezzo rispetto a quello medio nazionale (109,6 e 108,4). Il confronto con gli altri indici lombardi evidenza la posizione di Lecco spostata verso il basso (settimo posto), mentre conferma il primato dell’indice di Pavia (106,1) che si contrappone all’ultima posizione di Varese (indice 111,2). Il differenziale di quest’ultima con Pavia è di oltre cinque punti (quello con Lecco è di sette decimi di punto). Spostando l’analisi ancora più indietro con il tempo, e precisamente a gennaio 2013, l’indice di Lecco risulta uno dei più bassi a livello provinciale (107,5) inferiore di tre decimi di punto a quello medio regionale (107,8), pur risultando più alto di 0,5 punti rispetto al valore nazionale (107). Il valore più basso è sempre quello di Pavia (104,1), così come quello di Varese è il più alto, ma insieme a quest’ultima c’è anche la città di Mantova (109,6).

Tutto sommato, i prezzi alimentari locali, dopo un periodo di corsa più intensa rispetto alle altre province lombarde e alla media nazionale, in questo ultimo periodo presentano un andamento nettamente diverso. Infatti i prezzi a Lecco rallentano e anzi mettono la retro, mentre quelli delle altre città lombarde rimangono stabili e il gap tra le diverse città si assottiglia sempre di più.

A livello mensile (rispetto al mese precedente) l’incremento dei prezzi più consistente è stato registrato nel mese di dicembre 2013 (+1,5%), lo stesso periodo a livello regionale ha registrato una variazione di +0,4% e a livello nazionale di +0,7%; mentre la riduzione più forte si è verificata nel mese di luglio 2013 (-1,8%; Lombardia -0,8% e Italia -0,8%). La stessa analisi sui valori annuali (variazione sullo stesso mese dell’anno precedente) evidenzia la crescita maggiore nel mese di novembre 2011 (+5,4%), lo stesso mese a livello regionale (+3,9%) e a livello nazionale (+3,1%) e la contrazione massima nel mese di giugno 2014 (-1,7%); mentre a livello lombardo e nazionale rispettivamente (-0,9% e -0,6%). Gli indici sopra esposti mettono in evidenza la diversa velocità di crescita del comparto in esame rispetto alle altre divisioni di spesa, infatti la distanza con l’indice della divisione Trasporti che registra il valore più alto (114,7%) è di 6 punti, la stessa aumenta sino a raggiungere quota 26 punti se si prende in considerazione l’indice più basso da attribuire alla divisione Comunicazioni (indice 82,9), divisione altamente deflattiva.

Lo spaccato dell’indice della divisione alimentari e bevande analcoliche nelle sue componenti relative al gruppo alimentari e al gruppo bevande analcoliche mostra una corsa differente dei prezzi degli alimenti rispetto a quelli delle bevande analcoliche (indici a 108,9 e 106,2 rispettivamente). I primi sono aumentati di 9 punti rispetto all’anno base e determinano l’evoluzione dell’intera divisione, i secondi sono aumentati di 6 punti. Sino a settembre 2012 l’indice delle bevande ha rincorso quello del gruppo alimentari e addirittura nel bimestre agosto-settembre 2012 il primo ha superato il secondo, ma a partire da ottobre 2012 si è formata un’ampia forbice tra i due indici tanto da arrivare in pochi mesi a un’ampiezza di 5 punti, sino a raggiungere quella massima di quasi sette punti nel febbraio del 2014 e da tale data iniziare una riduzione sino ad attestarsi ai livelli attuali.

Il confronto con le altre città lombarde mette in evidenza ancora una certa diversità territoriale: più della metà delle città presenta un differenziale tra i due indici di gruppo maggiore all’unità e a favore del gruppo alimentari (addirittura 3,9 per Mantova seguita da Bergamo 2,8 e Lecco 2,7); diversamente ci sono delle città che presentano un differenziale negativo e pertanto con l’indice del gruppo Bevande analcoliche superiore a quello del gruppo Alimentari (Cremona -2; Milano -0,6 e Lodi -0,3). A livello nazionale la differenza tra gli indici dei gruppi è nulla e a livello lombardo è prossima allo 0,4.

A livello locale abbiamo condotto l’analisi temporale anche sulle variazioni dell’indice dei prezzi della divisione alimentari suddiviso per classe di prodotto che evidenzia gli andamenti di seguito sintetizzati:

–      Pane e cereali: il prezzo dei prodotti appartenenti alla classe è aumentato di circa 10 punti in 3anni e mezzo, la crescita maggiore si è verificata nell’ano 2011 (+5,3%); dimezzata negli anni 2012 e 2013, in quest’ultimo anno la variazione è leggermente negativa;

–      Carni: prodotti abbastanza stabili. Nel periodo in esame la crescita è di soli 3 punti e la stessa è andata scemando: nel 2011 poco più del 2,5%, nel 2012 i prezzi sono cresciuti di quasi due punti; nel 2013 di poco più dell’1%. Nel primo semestre del 2014 si registra una consistente contrazione del prezzo complessivo dei prodotti rilevati (-3%), soprattutto per la carne vera e propria in quanto i salumi (sia confezionati che da affettare al banco) sono in controtendenza;

–      Pesci e prodotti ittici: è la classe che presenta la maggior variazione in aumento (+22%), anche la crescita registrata in quest’ultimo anno sembra non smentire la tendenza acquisita;

–      Latte, formaggio e uova: dopo una forte crescita registrata nel 2011 (quasi 6 punti percentuali in più rispetto all’anno prima), dall’anno successivo si assiste a una modesta e costante crescita dei prodotti del paniere. La crescita cumulata del periodo è molto prossima a quella dell’intera divisione alimentare (circa 8 punti e mezzo);

–      Olii e grassi: i prezzi dei prodotti appartenenti al gruppo sono cresciuti particolarmente nel 2013 (+7%). In questi ultimi mesi si registra una contrazione del prezzo. L’incremento complessivo sino a giugno 2014 risulta prossimo al 10%;

–      Frutta: Consistente la variazione del 2013 (+14%) e a seguire quella del 2012 (+6%). Nei primi mesi del 2014 il gruppo presenta una contrazione di quasi 8 punti che potrebbe essere confermata e amplificata anche durante i mesi estivi;

–      Vegetali: i prezzi della verdura seguono l’andamento di quelli della frutta, ma le variazioni sono più contenute. Nel 2013 l’aumento si attesta al 10%, e nell’anno prima a meno di 4 punti, ma nel 2014 la contrazione è del 9%;

–      Zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci: classe interessata a una crescita di oltre 12 punti nel periodo 2011-2014, anche se nel corso degli anni la stessa è andata calando;

–      Prodotti alimentari nca: i prodotti della classe sono cresciuti meno dell’intera divisione alimentare e la variazione registrata è da ricondurre quasi esclusivamente all’anno 2011. Stabilità per l’anno 2013 e primo semestre 2014;

–      Caffe e tè e cacao: dopo la forte crescita dell’anno 2011 (+20%) e quella quasi inesistente dell’anno 2012, i prodotti della classe hanno evidenziato un’inversione di rotta e pertanto hanno registrato una contrazione nel 2013, confermata anche nella prima parte del 2014;

–      Acqua e bevande analcoliche, succhi di frutta, ecc,: è la classe cresciuta meno di tutte le altre appartenenti alla divisione. Complessivamente la variazione è del 3%, ma esclusivamente da imputare al 2014, in quanto nel 2013 si è assistito al completo azzeramento dell’aumento dei primi due anni.

L’analisi dei dati condotta sull’arco temporale gennaio 2011-giugno 2014, il rallentamento della crescita evidenziato nel primo semestre dell’anno e in particolare la forte riduzione registrata nel mese di giugno 2014, combinata con le prime rilevazioni condotte nel mese di luglio, inducono a ritenere che il rallentamento della crescita della divisione in esame è acquisito e l’indice dei prezzi alimentari locali potrebbe rimanere sotto il livello di 110,6 (indice massimo dal 2011) raggiunto nel giugno 2013 ancora per qualche mese.

 

 

 

 

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