GIANNI BELTRAMI FORSE TRADITO
DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO.
INTERVISTA AL COMANDANTE
DEI SOCCORRITORI AOSTANI

ENTREVES (COURMAYEUR) – Per l’orario dovevano essere in discesa sulla ‘via normale al mont Dolent‘. Fino a pochi anni fa lì c’era ghiaccio, ora invece l’area è occupata da neve leggera.

Viglione da yt foto provvisoriaDal punto in cui sono caduti Gian Attilio Beltrami e il suo allievo non si transita attraverso un ‘tiro’, ma con “corda in mano” come descrive il maresciallo Delfino Viglione, comandante del S.A.G.F. (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) di Entreves, i cui uomini hanno lavorato nelle operazioni di recupero e soccorso: “Non si sa se uno dei due – o forse entrambi – sia inciampato o scivolato. Questa è una stagione anomala caratterizzata da temperature elevate, per cui la neve risulta scivolosa in quel versante esposto a sud-sud ovest della val Ferret, ai cui piedi c’è il ghiacciaio Pré de Bar”.

Siamo nel massiccio del monte Bianco nella zona di Courmayeur, una volta in quel tratto c’era ghiaccio ma negli ultimi anni come detto è stato sostituito da neve.

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Foto da www.camptocamp.org

Gianni Beltrami e Alessio il suo giovane allievo milanese hanno incontrato il destino su una via senza grandi difficoltà, quasi una passeggiata per uno come il capo della XIX Delegazione del CNSAS, uomo di grandissima e consolidata esperienza sulle vette e soprattutto nel Soccorso in montagna. Certamente erano in una zona dove si procede con disinvoltura e su questi terreni anche i più bravi possono venire rapiti dalla fatalità.

La montagna si è presa a sé uno che la rispettava e aiutava gli altri in questo atteggiamento.

Nadia Alessi


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Vedi anche: La Stampa

 

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