GOLETTA DEI LAGHI, LARIO:
SULLA SPONDA LECCHESE
INQUINATE 4 FOCI SU SEI

LECCO -Quattro punti su sei “inquinati” o “fortemente inquinati” sulla sponda lecchese del Lario. È il bilancio complessivo dei campionamenti eseguiti da un team di tecnici e volontari di Legambiente sulla sponda lecchese del Lario nell’ambito di Goletta dei Laghi 2022, la campagna estiva dell’associazione ambientalista in difesa delle acque dei bacini lacustri italiani.

I risultati delle analisi microbiologiche effettuate sui campioni prelevati nei giorni scorsi sono stati resi noti nella mattina del 6 luglio durante la conferenza stampa tenutasi presso la Sala Consiliare del Comune di Lecco. Presenti Laura Bevacqua, portavoce di Goletta dei Laghi, Valentina Minazzi, vicepresidente di Legambiente Lombardia, e Costanza Panella, presidente del Circolo di Legambiente Lario Sponda Orientale.

Sono tre i punti risultati “fortemente inquinati”. La Foce torrente Valle dei Mulini a Bellano, la foce del Torrente Esino a Perledo e la Foce torrente Meria a Mandello del Lario. Risulta “inquinata” la Foce canale Borgo Francone a ColicoEntro i limiti di legge, invece, gli altri due punti campionati rispettivamente alla foce del torrente Bione e al lago di fronte alla foce del torrente Gallavesa a Vercurago.

“La situazione della sponda orientale del Lario anche quest’anno non è positiva, molti i punti critici – ha detto Valentina Minazzi, vicepresidente di Legambiente Lombardia -. Ciò, anche a dispetto del fatto che spesso i torrenti presso i quali facciamo i campionamenti siano secchi e non contribuiscano quindi all’apporto diretto di scarichi. Possiamo forse pensare che la siccità abbia contribuito a ridurre la diluizione e a concentrare di più gli inquinanti, ma questa ipotesi non ci può rassicurare. Anzi. Proprio questa condizione ci conferma ancor di più la necessità di accelerare gli interventi e l’attenzione verso le nostre acque”.

“A Colico l’ultimo tratto del torrente Inganna si è presentato asciutto. È risultato inquinato, invece, malgrado la presenza diffusa per un lungo tratto delle ninfee con la loro azione di fitodepurazione, il prelievo alla foce del canale Borgofrancone che raccoglie lo scarico del depuratore, da tempo considerato insufficiente e oggetto di un ampliamento i cui lavori sono in corso –  la parole di Costanza Panellapresidente del Circolo di Legambiente Lario Sponda Orientale – La foce del torrente a lato della spiaggia di Oro, nel Comune di Bellano, ha confermato l’andamento alterno ed è risultata fortemente inquinata. Si rende necessaria una verifica degli scarichi domestici a monte. Sul confine tra i Comuni di Perledo e Varenna il prelievo nel lago, e a Mandello del Lario quello nella foce della Meria, sono risultati fortemente inquinati, confermando l’andamento alterno degli ultimi dieci anni, con una frequenza negativa maggiore per il primo. Notizie migliori per la zona di Lecco: il Bione, che nel 2014 era risultato fortemente inquinato, quest’anno è risultato nei limiti e il Gallavesa è nei limiti per due anni di seguito”.

Infine il capitolo siccità. Il Lago Lario è al minimo storico del periodo per quanto riguarda il livello dell’acqua e conserva solo il 5% della sua capacità di invaso. Nel bacino del Lario in questo momento gli invasi montani stanno trattenendo quasi 200 milioni di metro cubi di acqua, mentre il Lario stesso dispone appena di 13 milioni di metro cubi di acqua nel suo invaso regolato.

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