‘IL FASCINO’ INCONTRA SORRENTINO
“E’ NEI MOMENTI DI CRISI
CHE NASCONO I FILM MIGLIORI”

sorrentinoTra protagonisti del Festival della Bellezza, con il quale l’associazione culturale veronese IDEM ha reso omaggio ai Maestri dello spirito contemporanei, non poteva mancare uno dei più affermati registi nostrani, che di bellezza ha dimostrato di intendersene parecchio. Ci riferiamo a Paolo Sorrentino e al suo pluripremiato La grande bellezza, divenuto un titolo iconico della filmografia mondiale.

Dal palcoscenico del Teatro Romano di Verona, esaurito in ogni ordine di posto, il regista dialoga con il pubblico con un linguaggio semplice e colloquiale, sviscerando aneddoti e retroscena di ognuno dei suoi sette film, facendo trasparire molto di sé e dello sguardo disincantato e venato di malinconia con cui osserva vizi e virtù dell’umanità che lo circonda. Lo fa senza mai prendersi troppo sul serio – «sul set sono una sorta di dittatore ma in famiglia sono l’ultima ruota del carro» -, indugiando più sulle proprie debolezze che sui punti di forza.

Rispondendo alle domande della sua interlocutrice, Sorrentino svela molti dei suoi segreti professionali, dall’abilità a girare incipit dirompenti («se giri un bell’inizio lo spettatore cercherà la bellezza in tutto il film, restando al suo posto fino alla fine») ai tempi di lavoro («per scrivere il soggetto impiego solo 20 giorni, mentre dedico 4-5 mesi per i provini e per la ricerca meticolosa della location ideale, dato che non amo girare nei teatri di posa, troppo comodi e silenziosi»).

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