“IL GIARDINO DELLE MOSCHE”
DI ANDREA TARABBIA VINCE
IL PREMIO LETTERARIO MANZONI

andrea-tarabbiaLECCO – Ad Andrea Tarabbia il premio “Manzoni” al romanzo storico. I cento giurati hanno preferito “Il giardino delle mosche” tributandogli 48 voti, 33 le preferenze raccolte da “Noi che gridammo al vento” di Loriano Macchiavelli, 18 i voti a “L’uomo del futuro” di Eraldo Affinati.

Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Cikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, uccideva nei modi più orrendi quasi 60 persone. Le sue vittime avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell’Idea comunista, sintomi dell’imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all’arresto. E fa di più. Osa raccontare l’orrore e il fallimento in prima persona: Cikatilo, infatti, svela le sue pulsioni più segrete, le sue umiliazioni e ossessioni. “Il giardino delle mosche” è un libro lirico e crudele allo stesso tempo: la storia di un’anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, una discesa impietosa fino alle radici del Male.

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