RACCONTO. ‘LE AVVENTURE DI MORSICONE’ DI CARLO VARESI, OTTAVA PUNTATA

Le avventure di Morsicone
di Carlo Varesi*

Ottava puntata

Il giorno era passato e per Morsicone era stato fatidico. Aveva appreso che cosa è la psicologia, si sentiva investito della missione di aiutare gli altri e, soprattutto, non aveva più paura.

Sì, la paura. Gli veniva in mente quando, nel cortile della casetta dei suoi amici umani, non riusciva ad andare oltre il giardino.
Credeva che, oltre quel confine immaginario, il mondo finisse. C’era il nulla, c’erano i mostri più brutti e pericolosi.
Ma aveva osato ed era riuscito a vincersi, soprattutto sfidando una pericolosa paura, ed aveva oltrepassato il confine.

Da lì era cominciato un cammino unico, fatto di scoperte, novità, sensazioni nuove. Tutte cose da fare proprie, di cui impadronirsi.

E Morsi si era reso conto che, nella realtà, c’era un disperato bisogno di aiuto. E questa cosa lo colpì talmente tanto da fargli sposare la decisione di mettersi al servizio degli altri. Ciò, per lui, era irrevocabile e tassativo.

Venne la sera e Morsicone e volse il pensiero ai suoi due grandi amici Raoul e Giacomo il Volpone. In fondo erano stati i suoi maestri in questa fase della vita.

E pensò anche ai suoi amici umani, al Alberto, ad Ada e a Sandro. In fondo li aveva sempre mal sopportati, ma ora il suo ruolo era cambiato. Da gattone di compagnia, tante volte inutile, ora si sentiva diventato un guaritore dello spirito degli esseri viventi.

Pensando a questo si sentì gonfiare il petto d’orgoglio. Si rintanò e cercò di prendere sonno.

Dopo un’ora non si era ancora addormentato. E così dopo due, tre, quattro ore….
Cosa c’era che gli impediva di prendere sonno? Nel silenzio ammantato dal buio i suoi pensieri correvano veloci alla ricerca del motivo che giustificava la sua insonnia.

E come una sciabolata di luce, un’intuizione gli chiarì tutto.
Da chi avrebbe cominciato ad esercitare quella che chiamava la sua missione? Da dove iniziare a fare il guaritore?
E si rese conto che non sapeva dove parare.

“Come? Decido di fare qualcosa di bello e utile e non so da chi partire. Manca una creatura da poter aiutare.
Ma questa non c’è. E non so dove trovarla. Chiederò a Raoul se conosce qualcuno che ha bisogno di aiuto, del mio aiuto” disse fra sé e sé.

E così si tranquillizzò. Ma non riuscì ad addormentarsi. E venne mattina.

Si alzò di buon’ora e si diresse verso l’abitazione di Raoul.
Era immerso nel bosco e gli veniva in mente quando, un po’ tempo prima, lo aveva affrontato per la prima volta.
Quante cose erano cambiate…

Morsi era assorto in questi pensieri e si compiaceva del potersi guardare alle spalle e ammirare il percorso che aveva fatto.
E, presto, arrivò all’abitazione di Raoul.

Questi lo aspettava e disse:”Morsicone ciao, entra pure. So di cosa hai bisogno…”
“Ciao Raoul, hai già capito tutto vero? Esclamò Morsicone. “Mi puoi aiutare?”
“Conosco una faina, di nome Anna, che ha bisogno di essere aiutata da un guaritore quale sei tu” ribadì Raoul. “Domani mattina sarà davanti a casa tua.
E allora potrai cominciare ad immergerti nella tua missione: aiutare la gente che ha bisogno”.

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Carlo Varesi vive a Uggiate Trevano (CO), dove si è trasferito anni fa, proveniente da Milano.
Ama scrivere, ha pubblicato due libri e vinto diversi concorsi letterari.

Le avventure di Morsicone è uno dei racconti dell’autore ambientati sul lago di Como.

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