ILARIA ALPI: UN MISTERO ITALIANO LUNGO VENT’ANNI

ilaria alpi (3)LECCO – A pochi giorni dal ventennale della scomparsa di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuta il 20 Marzo 1994 in Somalia, Qui Lecco Libera e Circolo Ambiente, hanno organizzato una serata per far luce sui molteplici dubbi che ancora avvolgono la vicenda. ‘Un mistero italiano lungo vent’anni’, così Andrea Palladino, autore di “Trafficanti: sulle piste di veleni, armi, rifiuti.” ha definito l’omicidio della giornalista del TG3 e dell’operatore che la accompagnava.

La commissione Taormina ufficialmente parlò di una “rapina” e disse che Ilaria “era in vacanza”, la realtà è ben diversa: la giornalista fu giustiziata con un colpo alla testa, perché stava indagando su un traffico internazionale di armi e rifiuti tossici che legava l’Italia alla sua ex colonia, alcuni taccuini e riprese video, successivamente misteriosamente spariti, lo testimoniano.

ilaria alpiNel corso della serata sono state puntualmente analizzate le innumerevoli incongruenze ed anomalie giudiziarie a carico della Procura di Roma e della Digos: troppe le coincidenze che fanno pensare ad un vero e proprio depistaggio. Ilaria aveva gettato luce su un intreccio di politica, economia, istituzioni e traffici illeciti che doveva e deve rimanere nascosto.

Ancora oggi infatti l’’unica certezza è quella di aver condannato alla galera un innocente, Hashi Omar Hassan, chiamato in Italia per testimoniare ad un altro processo su alcuni soldati italiani della Folgore sospettati di torture. Hashi venne arrestato dietro l’accusa di testimoni scomparsi o che ritrattarono, affermando di essere stati pagati dal governo italiano per dire il falso. Al contempo importanti testimonianze, che accusano nomi italiani con incarichi istituzionali di rilievo, vengono ignorati e ancora oggi protetti.

ilaria alpi (2)Proprio Andrea Palladino, insieme ad Andrea Tornago, ha infatti firmato una inchiesta del “Il Manifesto” dove rivela che l’Aise, ex Sismi, ha negato a un ufficio di Montecitorio l’autorizzazione che chiedeva la declassificazione dei documenti riservati acquisiti dalla Commissione parlamentare sui rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Si parla di ben ottomila documenti ancora secretati negli archivi della Camera: tale la mole della documentazione prodotta dai servizi di sicurezza militare sui fatti relativi alla scomparsa dei due giornalisti.

E giusto ieri arriva l’appello di Domenico D’amati, legale della famiglia Alpi, al Presidente della Camera Laura Boldrini perché renda pubblici questi documenti in quanto a vent’anni dalla scomparsa di Ilaria restano ancora sconosciuti i veri nomi dei mandanti: ‘Rifugiarsi dietro un generico ” è colpa dello Stato” non basta’ afferma Palladino.

Chiara Vassena

 

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