IN UN SERVIZIO DEL TG2
UN PESSIMO RITRATTO
DI LECCO E TERRITORIO

daniele rotondo tg2LECCO – Non può che ferire l’orgoglio cittadino dei lecchesi il servizio realizzato dalla trasmissione “Sì, viaggiare“, una rubrica settimanale del TG2, dedicato ai luoghi manzoniani.

Nel breve video realizzato dal giornalista Daniele Rotondo non mancano gli errori e i commenti ironici sulla città di Lecco e il suo hinterland, dipingendo un quadro non molto felice del nostro territorio.

Dopo qualche panoramica sui paesaggi lecchesi, il servizio si apre con un primo errore: “Siamo a Lecco, la città del Manzoni“, quando, come è noto, Manzoni era milanese e a Lecco trascorse l’infanzia e periodi di vacanza, prima ancora di avervi ambientato i Promessi Sposi.

Si prosegue con una visita al castello di Rossino, sopra Calolziocorte, spacciato per il Castello dell’Innominato, mentre nell’itinerario manzoniano questo è identificato nella rocca di Chiuso, che nel servizio nemmeno viene nominata, anche se in realtà gli studiosi non hanno ancora trovato un accordo su questo punto.

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Il reportage prosegue spostandosi in città, alla casa di Lucia prima e ad una delle presunte case di Renzo, dove un residente, evidentemente impreparato, alla domanda del giornalista “Che notizie ha in proposito?“, risponde “Nessuna, solo voci che mi hanno detto che questa è stata una delle presunte case di Renzo“, facendo scattare l’ironia – non molto divertente, per la verità – di Rotondo, il quale chiede “A Lecco si gioca quindi un derby sulle presunte case di Renzo?“.

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Ma il giornalista tocca anche un punto molto dolente per i lecchesi: cosa c’è in città per i giovani? La coppia intervistata non ha potuto che rispondere che c’è un bel paesaggio, anche se “per i giovani [pausa di silenzio] non c’è moltissimo“. Ma ci tengono a ribadire: “Sono comunque dei bellissimi posti“.

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Il servizio prosegue con un altro punto debole di Lecco, cioè la ricettività turistica, che, secondo Rotondo, “da queste parti lascia a desiderare, come certi musei“. Il riferimento è a Villa Manzoni (dicendo nuovamente, en passant, che Lecco è la città di chi scrisse i Promessi Sposi), che il giornalista, a suo dire, alle ore 17 ha trovato chiusa – ma, in realtà, da martedì a domenica il museo ha come orario di chiusura le 17.30. Errore di chi?

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Quello che è emerge alla conclusione del servizio è un senso di spaesamento e di tristezza: al di là degli errori del giornalista, nell’anno di Expo è così che viene vista la città da un osservatore esterno? L’unica cosa che i giovani possono dire è che ci sono bei posti? Cosa ne sarà del territorio lecchese se non si imparerà ad investire seriamente nel turismo, vista la progressiva e inesorabile deindustrializzazione della zona?

Certamente il giudizio categorico del giornalista è eccessivamente ingeneroso, tuttavia alcune questioni sollevate sono importanti e hanno un reale fondamento.

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> Qui è possibile vedere il servizio completo del TG2
(dal minuto 4’20”)

Michele Castelnovo

 

 

 

 

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