INAUGURATO “LECCO CITTÀ DEI PROMESSI SPOSI” ALL’OFFICINA BADONI

LECCO – “La cultura è cittadinanza, è democrazia, è la base della partecipazione”. Con queste parole il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, ha aperto l’edizione 2025 del festival ‘Lecco città dei promessi sposi’, ieri venerdì 3 ottobre in un evento all’Officina Badoni.

In un dialogo con Giorgio Cortella, il sindaco e Simona Piazza, assessore alla Cultura e vicesindaco, hanno spiegato le ragioni del titolo dell’edizione ‘Il museo che verrà: Manzoni è…’ sottolineando come l’indisponibilità di Villa Manzoni, oggetto di un progetto di restauro non solo fisico, si sia trasformata in un’opportunità di riscoperta di luoghi della città, nella rigenerazione di spazi urbani e nell’evidenza della collaborazione tra pubblico e privato. “Villa Manzoni una volta riaperta non proporrà solo un percorso museale ampliato, ma racconterà come Manzoni sia in dialogo con la letteratura, il territorio, l’arte ed i linguaggi, compreso quello dell’accessibilità – ha spiegato Piazza –. La villa diventerà non solo il luogo del festival e del museo, ma uno spazio aperto alla città per laboratori didattici, eventi e per il turismo culturale”.

“La cultura cresce all’interno di un ecosistema – ha chiosato Gattinoni –. Dobbiamo riappropriarci dei filoni narrativi del romanzo riletti alla luce della contemporaneità, penso al rapporto con la politica, all’evoluzione della figura femminile, alla rappresentazione del potere, in una società come quella di oggi contemporanea e multietnica. È una sfida nazionale”.

Alle 18, sempre presso l’Officina Badoni, Mauro Rossetto, direttore del Museo Manzoniano di Lecco e direttore artistico del festival, ha dialogato con Fabio Camilletti, docente all’Università di Warwick (UK), intorno al tema ‘Manzoni gotico – Tre itinerari illegali ne I promessi sposi‘. È emerso un ritratto inconsueto del gran lombardo e soprattutto del suo romanzo in cui Camilletti ha rintracciato motivi gotici: non solo i temi della fanciulla da salvare, la presenza dell’antagonista malvagio, ma anche l’utilizzo marcato della simbologia.

“Pensiamo all’inizio del romanzo: una descrizione cinematografica che dal macro arriva al micro, dal paesaggio a don Abbondio, da un lago a forma di Y ad un parroco che incontra i bravi a un incrocio, cioè in una strada a forma di Y – ha spiegato – Il romanzo avrebbe potuto incominciare in mille altri modi, per esempio dalle molestie a Lucia, ma Manzoni sceglie questo inizio in cui mi sembra che il tema sia il libero arbitrio. Un sì o un no di Don Abbondio potevano innescare un corso diverso per la vicenda”.

Un’altra chiave di lettura simbolica è legata al tema della morte come elemento equilibratore: “Il frontespizio della Quarantana comprende tutti i personaggi principali e ricorda l’iconografia barocca del trionfo della morte”, ha sottolineato. Camilletti ha proposto una lettura originale indicando come il romanzo ponga il problema del male e del suo fascino obliquo “a cui Manzoni, avendo scelto la forma del romanzo, era obbligato a dare spazio suo malgrado”.

La prima giornata del festival si è conclusa con il concerto tutto esaurito ‘Eros e Thanatos – Echi del gotico nella musica del Novecento‘, che ha proposto musiche di Giacomo Puccini (Crisantemi per quartetto d’archi), André Caplet (Conte fantastique per arpa e quartetto d’archi) e Ottorino Respighi (Il tramonto per mezzosoprano e quartetto d’archi, su testo di Shelley tradotto da Roberto Ascoli). Il concerto interpretato dallo String Quartet F.E.P. (Cesare Carretta e Silvia Maffeis ai violini, Anna Pecora alla viola e Claudio Giacomazzi al violoncello) ha visto quali protagoniste applauditissime la mezzosoprano Dyana Bovolo e l’arpista Martina Nifantani, accompagnate dalla voce narrante di Ancilla Oggioni, che ha interpretato un racconto di Edgar alla Poe ed un brano tratto da ‘Il piacere’ di Gabriele D’Annunzio, in proiezione Dante Gabriel Rossetti. Anche questo concerto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Res Musica nell’ambito della rassegna ‘Medfest’.

Oggi, sabato 4 ottobre, l’evento si concentra sul Museo Manzoniano come patrimonio accessibile. Al mattino, al Palazzo delle Paure, si svolge una tavola rotonda sull’accessibilità nei musei tramite percorsi tattili, sonori e intelligenza artificiale, seguita da una visita al buio con il metodo DescriVedendo.

Nel pomeriggio al Parco e Palazzo Belgiojoso ci sarà un recital teatrale “Quadri manzoniani”. Alle 18:30, a Villa Gomes, aperitivo letterario su Manzoni con letture e dialoghi, seguito da apericena con musica dedicata alla poetica manzoniana. La giornata si chiuderà con un Murder Party a tema Giacomo Maria Manzoni, condotto dallo scrittore Beppe Roncari.