INTERMEDIAZIONE DIGITALE:
CIFRA DELLA CONTEMPORANEITÀ
SECONDO RENATO CURCIO

corrado conti e rebato curcio_marzo2017LECCO – Una serata, quella di martedì alla Ferriera di san Giovanni, in compagnia di Renato Curcio, invitato dal centro Khorahané per parlare di “L’egemonia digitale”, il suo ultimo libro svolto assieme ai lavoratori, con una metodologia semplice, che si fonda sulla capacità di narrare l’esperienza, nella convinzione che la fonte del sapere non sono le teorie ma le esperienze che le persone compiono e la capacità di rifletterci e capirne il significato.

Punto di partenza di Curcio è che “negli ultimi dieci anni le tecnologie digitali sono entrate come dei filtri di mediazione nella vita di relazione sia sociali sia con istituzioni e questo ha cambiato il quadro dell’esperienza, facendoci entrare nell’epoca della società dell’intermediazione digitale. Cifra di questa nuova tipologia di società lo strumento digitale, che a differenza degli strumenti ordinari, tipici dell’esperienza umana fino al ‘900, i quali mediano l’esperienza del soggetto con la realtà circostante, comunica autonomamente con altri strumenti”.

Questo comporterebbe uno spostamento impercettibile ma radicale, in base al quale tutto verrebbe misurato in termini quantitativi, legando la valutazione sociale delle persone ad un punteggio. “Questo non è un problema intrinseco al mondo del lavoro: le relazioni con lo smartphone diventano connessioni, rapporti virtuali e gli strumenti in questo modo immagazzinano dati sulle persone che li usano. Noi siamo molto impreparati a tutto questo, perché non abbiamo gli strumenti culturali e sociali per coglierlo. Basta pensare che nel 2000 le connessioni internet erano 200milioni, oggi sono tre miliardi e mezzo. È un gigantesco spostamento di equilibri, qualunque strumento ordinario ci ha messo un tempo lunghissimo per diffondersi”.

“L’esternalizzazione di sé – conclude Curcio – passa attraverso l’uso degli strumenti digitali, che è diverso dalla socializzazione. Per comunicare attraverso dei dispositivi digitali devo manipolare un oggetto e usarlo secondo delle regole stabilite dallo strumento, in questo modo deleghiamo: la memoria, l’intelligenza, le competenze e le decisioni – e a forza di delegare, nella nostra società è crollata l’occupazione”.

M. V.

 

 

Pubblicato in: Cultura, politica, Città, News Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati