JUBILATE! CONCERTO D’ORGANO
AL “SALOTTO DEL CALEOTTO”

??????????LECCO – Si è tenuto nel ventoso sabato 16 gennaio il concerto d’organo “Jubilate, Jubilate!” proposto dal “Salotto del Caleotto” nell’anno giubilare della misericordia, a cura del maestro Massimo Borassi, l’organista trentenne conosciuto per la sua eccellenza tecnica e la sua sempre gradita capacità didattica. Accanto a lui, l’interprete del bel canto Dyana Bovolo, giovane mezzosoprano lecchese.

La coppia di artisti, coinvolti assieme ad altri da don Giuseppe Buzzi per cercare un nuovo ed ampio risveglio culturale nella parrocchiale di San Giuseppe, ha estasiato i presenti con un programma graditissimo, forse perché insolito, un po’ inaspettato e molto ben proposto, attraverso una sintetica ma ammaliante spiegazione/presentazione. Una serata che qualcuno avrebbe potuto definire “lezione concerto“, modalità che non guasterebbe mai, considerata la mediocrità culturale musicale che affligge il nostro tempo.

??????????L’intento narrativo di Borassi non manca mai, sconfina nelle biografie dei compositori come se parlasse di amici ben conosciuti, e il suo linguaggio resta sempre piacevolmente equilibrato tra il tecnico specifico e gli aneddoti, arrivando al pubblico istantaneamente e chiaramente. Inoltre è stata evidente la raffinata e professionale empatia tra i due, in modo che organo e voce, laddove si esibivano assieme, potessero creare dei cromatismi musicali perfettamente sovrapposti.

Una serata che ha fatto viaggiare le menti nel tempo, dal più “remoto” barocco tedesco fino al novecento francese e a Marco Enrico Bossi, l’organista tardo romantico e noto didatta della musica, che a cavallo tra ottocento e novecento fu in grado di comporre in un senso diverso dall’ormai consolidato melodramma. Presenti anche il tema mariano, un Bach poco conosciuto, e degli apprezzatissimi Faurè, Saint Saens e Liszt. L’interpretazione della coppia Borassi-Bovolo ha permesso una completa assimilazione dei brani, che per altro definiscono alti parametri della musica così detta “colta” e danno nuovamente dimostrazione della grande capacità organizzativa ed esecutiva di giovani talenti della nostra città, che spesso li dimentica.

??????????Ma il “Salotto del Caleotto” rimane una viva e luminosa speranza intellettuale, che continua i suoi appuntamenti anche con l’intervento artistico di Marco Dell’Oro e Francesco Bussani. La scelta di proporre un concerto d’organo in una chiesa, che seppur unica nel suo genere architettonico, gode solo di un organo positivo, è stata anche provocatoria, nella speranza, come ha sottolineato Borassi, che prima o poi si sostenga il progetto di un organo reale, essendoci i presupposti spaziali per inserirlo.

 

Michele Casadio

 

 

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