LA CASERMA NON S’HA DA FARE
IL DOSSIER 2015 SULL’OSTACOLATA
NUOVA SEDE DEI POMPIERI

civate ribaltamento 2 vigili fuocoLECCO – Sono più di vent’anni che a Lecco si parla di una nuova caserma per i Vigili del fuoco ma in tutto questo tempo non è stato fatto nulla di concreto per trovare una soluzione e ai cittadini tocca assistere a uno scontro tra due fazioni inconciliabili. Da una parte un drappello di uomini che ha scelto un lavoro di sacrificio e pericolo, a favore della comunità; dall’altro una classe dirigente anch’essa per definizione votata alla comunità, ma capace di una pervicace ‘melina’ le cui ragioni restano inspiegate.

Lecconews.LC ha dedicato numerosi approfondimenti alla scottante tematica. Proviamo a sintetizzare il tutto per parole chiave.

 

4 BAGNI E 4 DOCCE
E’ la disponibilità dei servizi per gli operativi nella caserma del pompieri di Lecco nel 1982, quando un turno era coperto da 6 o 7 uomini. Nulla è cambiato da allora all’interno dell’edificio inaugurato nel 1955, se non che oggi un turno impegna 13 persone, e tutte dopo un intervento avrebbero bisogno di tornare operative al più presto.
Naturalmente come previsto in una moderna caserma di 60 anni fa, i servizi sono nello spazio “domestico”, in barba agli attuali regolamenti – ed al buon senso – che vorrebbero delle docce anche in uno spazio intermedio tra garage e dormitori o mense.

E allora non è azzardato supporre che, una volta rientrati in caserma dopo un qualsivoglia intervento, i pompieri lecchesi abbandonino i vestiti – quando va bene inzuppati d’acqua, quando va male di sporcizia o peggio ancora benzina o fluidi inquinanti – e infreddoliti si mettano in coda per le docce. I limiti di spazio, cui le docce sono solo un esempio, sono il principale ostacolo anche a nuove assunzioni, nonostante ce ne sia sia bisogno che possibilità.

 

SERVI DEL 14ENNE IN MOTORINO
vigili del fuoco mezzi 1
Affermazione pesante? Nella cultura cattolica “servire” significa “giovare, essere utile a un fine, contribuire a un buon esito”. Come andrebbe descritto allora il continuo via vai di mezzi dei Vigili del fuoco per liberare la tettoia antistante la caserma che il Comune ha concesso sia a loro che alla motorizzazione?

Più delle parole parla questo filmato, girato quest’estate ma riproponibile in qualsiasi giorno dell’anno.

 

“A CHI DIAMO FASTIDIO?”
E’ la domanda che i Vigili del fuoco si fanno da anni. Risposte non ce ne sono, ma è inutile scaricare colpe a questa o quella parte. Nell’ultimo ventennio le amministrazioni della città hanno spesso coinciso con le maggioranze di governo a Roma. Se si fosse voluto far qualcosa, lo si sarebbe potuto fare.

E nonostante il pesante sbilanciamento del sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci a favore dei pompieri, pare significativa a tal proposito la totale assenza di autorità al recente anniversario di Santa Barbara.

 

GUASTAFESTE! NO A MUSICA E GIOSTRE
giostrai luna park manifestazione 2Niente giostre a Lecco, i pompieri non concedono l’area. Questa l’antifona dello scorso marzo quando ai giostrai venne rifiutato l’uso dell’area dove i Vigili del fuoco intendono costruire la nuova caserma. Dopo il diniego l’Amministrazione comunale “non le mandò a dire” ai pompieri, addossando a loro la responsabilità di una Pasqua senza Luna Park e minacciando vie legali.

Eppure la decisione era prevedibile da almeno tre mesi, cioè da quando i Vigli del fuoco rifiutarono lo stesso spazio al Nameless Music Festival, che non trovando alternative a dicembre 2014 ufficializzò il trasferimento in Valsassina. All’epoca toccò all’assessore al Commercio Armando Volonté alzare al voce ricordando che “Di certo, nel 2007 il Comune di Lecco ha perso una grande occasioneriferito all’atto con cui l’Amministrazione di allora accettò la decisione del Demanio di riservare quello spiazzo ai Vigili del fuoco per costruirvi la caserma; per poi chiedersi “Cosa se ne fanno i pompieri dell’area feste?“.

Ben più alti i toni della polemica sul caso Luna Park. Il primo a rimproverare i pompieri fu il vice sindaco Vittorio Campione: “Ci tengo a precisare che la colpa non è nostra, perché l’area non è di nostra competenza, ma dei vigili del fuoco, come deciso dalla giunta precedente“. Risposta arrivò sia dai rappresentanti sindacali, sia dal Comandante Roberto Toldo: “Purtroppo abbiamo dovuto dire no a tutti, senza fare distinzioni“.

Virginio Brivio bis sindaco fascia 3Lo scontro istituzionale fu chiaro quando a parlare fu il sindaco Brivio. Sperando in un passo indietro dell’ultimo minuto che avrebbe riaperto ai giostrai i cancelli dell’area spettacoli, il primo cittadino affermò che, “in caso contrario valuteremo se ci sono gli estremi per far valere le nostre ragioni per vie legali“. Intervento che i Vigili del fuoco, accusando il sindaco di “bleffare”, non esitarono a classificare “dagli aspetti patetici e grotteschi”.

La reazione dell’Amministrazione non si fece attendere. Così compattamente il Partito democratico e i suoi alleati di maggioranza replicarono a “falsità” e “ripicche”. A chiudere il cerchio l’ultima lettera del sindaco e l’inizio della campagna elettorale, che ha visto da una parte i pompieri recedere dallo scontro, dall’altra i concorrenti per Palazzo Bovara totalmente disinteressarsi alla questione.

 

DUE VICOLI CIECHI PER IL FUTURO
Andiamo ora al nocciolo della questione. Perché la cosiddetta “area spettacoli viaggianti” è così preziosa per i Vigili del fuoco? La risposta è semplice: a Lecco non ci sono altri spazi adatti a un edificio tanto necessario quanto rispondente a specifici criteri di sicurezza.

Si può certo dubitare di tale affermazione assoluta, e allora ci si accontenti di sapere che il Demanio ha riservato quel piazzale esclusivamente alla nuova sede dei pompieri, e pertanto ne ha ceduto la proprietà. Allo stesso scopo il ministero ogni anno rinnova la disponibilità a finanziare interamente l’opera, senza chiedere sacrifici alle casse degli enti locali.

vigili fuoco caserma lineeleccoContro questa unica strada plausibile l’Amministrazione cittadina ed altri enti e consorzi superiori hanno dalla loro l’aver effettivamente messo sul tavolo della trattativa altre due opzioni. Una di queste è la proposta storica di allargarsi nel confinante deposito di LineeLecco, idea di cui si parla da più di 30 anni sebbene in tutto questo tempo non sia stata proposta alcuna alternativa alla società di autobus. Una volta che LineeLecco trovasse un nuovo deposito, i Vigili del fuoco prenderebbero in considerazione questa scelta, probabilmente più dispendiosa di un intervento ex novo. La seconda proposta, quella su cui l’amministrazione Brivio sta facendo maggior pressione, riguarda l’area inerti al Bione, esattamente di fronte al piazzale degli spettacoli viaggianti. Uno spazio per solo i 2/3 di proprietà comunale, l’altro terzo è della Provincia, e sul quale vi è in corso un contenzioso per cacciare un’attività professionale che lì ha sede. Ma se queste problematiche sono in qualche modo superabili, vi sono due dettagli non da poco che gettano la proposta nel ridicolo: la caserma antisismica sorgerebbe sopra al principale metanodotto della città, e senza sbocchi sul lago per il soccorso in acqua.

striscione pompieriDue vicoli ciechi, scartati dai Vigili del fuoco con motivazioni difficilmente attaccabili, sui quali però il Comune di Lecco si ostina categoricamente a non sentire ragioni, come ribadito nel luglio di quest’anno quando la nuova giunta Brivio ha riconfermato la disponibilità ad accogliere la futura caserma solo ed esclusivamente nei due lotti proposti da palazzo Bovara come alternative all’uso dell’”area spettacoli”. La capriola del Parco Adda Nord che il 23 dicembre si è rimangiato il parere del 2008 per sposare la posizione del comune ha creato ulteriore amarezza nel Comando lecchese, soprattutto vista l’assenza di motivazioni sostanziali nei documenti pervenuti ai pompieri, dove l’unica critica riguarderebbe non specificate minacce ambientali.

Cesare Canepari

 

 

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