LECCO – Nonostante la pioggia, nella mattinata di ieri la comunità lecchese ha raggiunto la vetta del Resegone per rendere omaggio a un simbolo che da cento anni veglia sulla città: la croce di Punta Cermenati. Posata il 29 agosto 1925, questa imponente struttura in ferro, alta 11 metri e pesante circa cento quintali, è diventata nel tempo un punto di riferimento spirituale e culturale per generazioni di alpinisti, pellegrini e cittadini.
Alle 12, monsignor Bortolo Uberti ha celebrato la messa in vetta; accanto alla croce è stata collocata una copia della Madonna della Cornabusa, opera bronzea dello scultore Stefano Frosio.
Presenti alla cerimonia il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, gli assessori Giovanni Cattaneo ed Emanuele Torri, consiglieri comunali, sindaci dei Comuni limitrofi, gruppi alpini e storiche associazioni come SEL Lecco e CAI Lecco. Un momento solenne che ha rievocato l’inaugurazione del 1925, quando centinaia di persone salirono con fiaccole e canti per accogliere la croce e il cardinale Eugenio Tosi.
Le celebrazioni si sono inserite nel più ampio programma “Lecco – Ama la Montagna”, parte del progetto regionale “Cuori Olimpici” in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Nel pomeriggio, i Piani d’Erna si sono trasformati in un palcoscenico naturale per esperienze inclusive e culturali.
La montagna ha accolto escursioni in joelette per persone con disabilità, sessioni di forest bathing, trail running e laboratori sensoriali nel bosco, offrendo un modo profondo e accessibile di vivere la natura.
A seguire, i concerti immersivi in quota. I Lilac Will, band folk romana, hanno aperto le danze, seguiti dalla voce dell’artista britannica Rachel Croft.
Alle 17:30, il Comune di Lecco e Regione Lombardia hanno celebrato un momento istituzionale con la consegna del Cuore Olimpico, simbolo del progetto che toccherà 12 province lombarde in preparazione ai Giochi Olimpici Invernali.
RedCro















