MANDELLO CONTRO DOTE SCUOLA:
“SOLDI PUBBLICI PER ALIMENTARE CONSENSO POLITICO IN REGIONE”

MARIANI RMANDELLO DEL LARIO – Gli Uffici comunali di Mandello ricevono dai cittadini “pressanti richieste di chiarimento sulla Dote Scuola regionale per l’anno scolastico 2014-2015: a chi è destinata? in quale misura? e quali requisiti sono necessari per ottenerla?”.

“Vogliamo fare opera di informazione amministrativa e di sensibilizzazione politica rispondendo per iscritto a queste domande – afferma al proposito la giunta -.
Ricaviamo le informazioni dalla documentazione che chiunque può leggere nel sito del Comune. Il Bando della Regione Lombardia per il 2014-’15 (la cui scadenza è stata recentemente prorogata al 30 maggio), prevede tre componenti: (1) un “Contributo per l’acquisto di libri di testo e/o dotazioni tecnologiche” per studenti di scuole secondarie di 1° e di 2° grado, statali, regionali e paritarie, fino al compimento dell’obbligo scolastico: il contributo, che oscilla tra un minimo di 90 e un massimo di 240  euro, è riservato a famiglie che abbiano un reddito ISEE inferiore o uguale a € 15.458; (2) un “Buono Scuola” riservato agli studenti che frequentano una scuola paritaria o statale che prevede una retta di iscrizione: il buono, da 200 a 2000 euro, è destinato a famiglie con reddito ISEE  inferiore o uguale a € 38.000; (3) una Dote “Disabilità”, infine, fino ad un valore massimo di € 3.000,00, destinata agli alunni disabili che frequentano scuole paritarie che applicano una retta”.

Fin qui le informazioni amministrative. “Che contengono però – afferma la nota – un chiaro messaggio politico. Per capire meglio quale sia, è necessario ricordare che nel precedente Bando 2013-2014 (1) compariva la componente “Sostegno al reddito”, da 60 a 290 euro, volta a “favorire la permanenza nel sistema educativo degli studenti meno abbienti frequentanti scuole statali” e rivolta a famiglie con ISEE inferiore o uguale a € 15.458: componente ora cancellata; (2) la componente “Buono Scuola” richiedeva una certificazione ISEE non superiore a € 30.000 (ora passata a 38.000) e oscillava tra un minimo di 450 e un massimo di 900 euro (portati ora rispettivamente a 200 e 2000 euro); era inoltre prevista la componente “Merito” per gli studenti che avessero raggiunto i risultati più brillanti nelle scuole statali e paritarie, ora eliminata.
Le differenze sono evidenti, così come è evidente l’intenzione politica che sta dietro a esse: ridurre il contributo alle famiglie con figli iscritti a scuole statali per aumentare il contributo a beneficio delle scuole paritarie. E’ lecito sospettare che la stessa logica abbia spinto questo Robin Hood alla rovescia che è la Regione Lombardia a eliminare la dote per “Merito” (la stessa che, lo ricordiamo per inciso, dal 2013 il Comune di Mandello ha invece esteso a tutte le classi della scuola secondaria di secondo grado), precedentemente destinata anche a studenti delle scuole statali”.

L’amministrazione comunale di Mandello conclude dichiarando di non avere “alcuna  prevenzione nei confronti delle Scuole paritarie: non solo a parole ma anche nei fatti, poiché fornisce loro ogni anno, con il Piano per il Diritto allo Studio, proporzionalmente lo stesso finanziamento destinato alla Scuola statale”. Ma “la stessa Amministrazione non può tacere di fronte allo scandalo di una Regione che usa denaro pubblico per alimentare il proprio consenso politico: un uso arbitrario, come ha confermato la recente sentenza depositata il 2 aprile dal Tar, nella quale si legge che la Regione Lombardia ha previsto “senza alcuna giustificazione ragionevole e con palese disparità di trattamento delle erogazioni economiche diverse e più favorevoli per coloro che frequentano una scuola paritaria”, disparità che “incide in modo pregiudizievoli sugli studenti” che frequentano la scuola statale”.

 

 

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