LA LETTERA/CHE BRUTTO CINEMA
QUELLA MODALITÀ CIVICA
E POLITICA SUL MULTISALA

TREZZI PAOLO 2LECCO – Caro Direttore, stavo pensando, solo per un attimo, che non è possibile che io ce l’abbia spesso con Appello per Lecco. Stavo pensando anche, solo per un attimo più lungo, che devo avere dei problemi se sono solo io ad avercela spesso con Appello per Lecco. Poi ho pensato più a lungo, ho messo assieme i fatti, le evidenze e sono convinto che il vero problema è che ce l’abbia solo io spesso con Appello per Lecco.
Ed è questa la cosa grave.

Lo vedo solo io il disordine del comportamento degli esponenti in Giunta e fuori, di Appello per Lecco?
Perché nessuno fiata, chiede conto, eppure come si spiega, altrimenti, il comportamento, solo per fare un esempio, il tema del ritorno del Cinema a Lecco?
Come associazione – che si continua a credere sia altra cosa del partito – promuove tavoli segreti, e chiusi, con imprenditori del cinema per magnificare le potenzialità di Lecco come nuova Piazza per una multisala. Cosa buona si dirà.
Ma vi sembra veramente cosa buona? Vi pare un metodo trasparente, etico, chiaro?
Appello per Lecco promuove incontri con alcuni imprenditori, tratta con loro. Tratta!! con loro. In maniera riservata.
E vi sembra cosa normale? Veramente?
“Adesso si tratta con gli imprenditori” “Appello per Lecco si incarica di tenere i rapporti”
“Ruolo da facilitatori, vogliamo convincerli ad investire” (23 ottobre 2015 La Provincia di Lecco, Maura Galli)

Non scandalizza nessuno? Veramente?
Sta qui la cosa grave.
Chi li ha incaricati? Per facilitare cosa possono offrire? Con che posizione di forza possono convincerli?
E’ abbastanza paradossale e pure preoccupante che per una Multisala si baratti l’etica.
Qui abbiamo forze politiche che sembrano più procacciatori d’affari che amministratori.
Non si capisce poi il Comune, il Sindaco, le altre forze politiche, dove siano. Va tutto bene per loro?

CINEMA SALA VUOTANon si capisce, inoltre, perché non sia stato il Comune a fare un’indagine conoscitiva, trasparente, ma abbia “demandato” a trattare, a fare da facilitatore, una realtà civica e politica che non ha ne titoli, ne strumenti, ne potere, ne ruolo, per farlo.
Almeno stando alla logica.
Chi sono e perché non si manifestano al Comune i potenziali investitori? Perché non c’è un Avviso Pubblico Amministrativo che invita tutti i potenziali imprenditori a farsi avanti?

In fondo, e pare che ce lo si dimentica, a partire da Appello che invece l’ha pure votata, l’Area della Multisala cinematografica/teatrale/musicale a Lecco è già stata individuata, proprio nel Piano di Governo del Territorio, quel famoso PGT, licenziato giusto due anni fa, (con Delibere nr.1 del 23-24/gennaio 2014 e nr.43 del 24/30 giugno)
Cioè il documento che disegna la vision, per usare termini cari ai manager, della Città futura.
Basta rileggerlo: “ATU7 via Pergola“, http://pgt.comunedilecco.it/doc/SDATU.pdf (pag.87)
E’ lì che deve, per Comune e chi l’ha votato, sorgere la Multisala.
E deve avere almeno 4 sale cinematografiche. Nella stessa area è concessa la costruzione di un nuovo supermercato da massimo 2500 mq. Se si fa la Multisala.

“In particolare per la destinazione a multisale cinematografica dovrà essere verificata una dotazione di spazi di sosta pertinenziali pari al rapporto di 2,5 unità per numero di posti a sedere”
Forse è che lì per gli imprenditori non è sostenibile economicamente e quindi lì mai verranno?
Sarebbe interessante poi andare a leggere le osservazioni al PGT nr 268 e 169 dove, nella prima, si vedrebbe chiaramente la volontà dell’imprenditore Eufrasio Anghileri di costruire (era l’ottobre 2011 e poi reiterata nel 2014) una multisala però in via Brodolini, diciamo in fondo dove c’è la rotonda dopo il Taurus. Bocciata

valsecchi zanini appello per leccoNon destano veramente nessun imbarazzo quindi le modalità civica e politiche che Appello continua a perpetrare sul tema Cinema? Continuo a chiedermi Chi li ha incaricati? Per facilitare cosa possono offrire? Con che posizione di forza possono convincerli?
Perché così di nascosto? Essendo poi gli stessi, insieme con altri, gli autorizzatori delle richieste degli esercenti cinematografici? Imbarazza solo me, davvero?
Che brutto cinema la mancanza di etica civica e politica

Paolo Trezzi

 

 

 

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